Pro Patria, altra fumata nera dall’assemblea dei soci
Oggi scade la messa in mora avanzata da giocatori e staff ma non ci sono novità nel capitolo infinito della vendita della società. Tesoro ha espresso apprezzamento per la cordata di imprenditori varesini e piemontesi
Il lento logoramento continua. Il passaggio di mano della gloriosa società calcistica Aurora Pro Patria non c’è stato nemmeno oggi, giorno in cui scadono le messe in mora da parte di giocatori e staff tecnico. Savino Tesoro, però, nel corso dell’assemblea dei soci di oggi, lunedì , ha espresso il suo apprezzamento per la cordata di imprenditori varesotti e piemontesi che hanno manifestato il loro interesse nelle settimane scorse ma lascia la porta aperta anche ad un altro possibile acquirente, un imprenditore che ha interessi nel settore dell’edilizia tra la Liguria e la Francia e che ha già avuto esperienze nel mondo del calcio. Ora, con due potenziali acquirenti (uno ha la faccia di Paolo Orrigoni mentre l’altro non si sa nemmeno se esiste), Tesoro dovrà prendere una decisione sul da farsi.
Da una parte c’è un gruppo di imprenditori solidi e che ha fatto delle mosse chiare e trasparenti mentre dall’altra c’è un soggetto che Tesoro ha definito "affidabile" ma che nessuno, al momento, sa chi sia e soprattutto quanto e come si voglia impegnare. Nel frattempo ci sono conti che sono saltati da un pezzo, una società che sta in piedi per onorare il proprio impegno di fronte alla storia calcistica di Busto e dei tifosi che si mobilitano in ogni modo per dimostrare la loro vicinanza alla squadra. Il passaggio di mano tanto atteso, dunque, è rimandato a data da definirsi mentre c’è da registrare la presenza, nell’assemblea di oggi, di quello che tutti definiscono Mister X, l’imprenditore che detiene la quota di minoranza della società (il 5% tramite una fiduciaria). Il significato di questa "manifestazione di esistenza" è ancora tutto da verificare ma in questa poco trasparente e poco felice vicenda sembra essere lì solo a dimostrare quanto sia paradossale quello che sta avvenendo all’Aurora Pro Patria. Tanto fumo per far parlare (o sviare a proprio piacimento) i giornali e poca carne da mettere nel piatto delle 40 famiglie che attendono da Tesoro quanto dovuto.
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