Striscioni irredentisti firmati da Giovane Italia
I giovani del Pdl hanno affisso alcuni cartelli nel rione dei Giuliani e Dalmati di Borsano e alcuni striscioni che rivendicano l'italianità dell'Istria sono apparsi sui cavalcavia dell'A8
Sono apparsi lungo l’autostrada A8 e nel quartiere Giuliani e Dalmati di Busto Arsizio i cartelli e gli striscioni affissi dal movimento politico giovanile del Pdl Giovane Italia: l’obiettivo è quello di ricordare le centinaia di italiani che sono morti in Istria a seguito dei rastrellamenti fatti dai soldati jugoslavi di Tito durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Lo striscione lungo l’A8 la dice lunga sul sentimento che vogliono esprimere i giovani del Pdl: «Istria e Dalmazia nè Slovenia, nè Croazia» – recita, come a dire che l’irredentismo non è morto col fascismo ma è vivo e lotta in mezzo a noi. Un altro striscione appeso al cavalcavia all’altezza di Olgiate Olona recita: «Foibe, io non scordo». Più legati alla commemorazione della Giornata del Ricordo i manifestini funebri apparsi nel quartiere Giuliani e Dalmati di Borsano, a Busto: sui manifesti l’epitaffio che narra di Fiume città olocausta e dei 40 mila che dovettero abbandonare le loro terre per non finire infoibati come fu per altri 2000. Più o meno dello stesso tenore gli epitaffi dedicati a Zara e a Pola, definita italianissima con i suoi 40 mila italiani su 42 mila abitanti, costretti a lasciare quelle terre.
Parte di loro venne ospitata a Busto Arsizio, appunto, in una zona del popoloso quartiere di Borsano dove vennero costruiti alcuni palazzi e le vie prendono il nome dalle città istriane (Pola, Fiume e Zara). Qui vivono ancora una quarantina di istriani che si considerano, ormai, più bustocchi che dalmati.
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