“I poveri sono in mezzo a noi”

La Caritas si è riunita in un convegno per riflettere sulla povertà. Una realtà che “bussa alle nostre porte”. E che si combatte soprattutto con le relazioni umane e sociali

Rione di San Carlo, viale Borri, appena fuori dal salotto buono di Varese. Al Centro di ascolto della parrocchia arrivano persone “normali” in cui il capofamiglia si trova da un giorno all’altro senza lavoro, un nuovo figlio è in arrivo, le rate del mutuo bisogna pagarle. Tanti anche i padri separati che non sanno dove andare a dormire perché tutti i soldi se ne vanno per il mantenimento della ex-moglie e dei figli e per l’affitto non ne restano più: per loro la parrocchia si sta attrezzando ad aprire “un dormitorio”.

E’ la testimonianza di una volontaria della Caritas, la cui esperienza si ritrova nelle parole di don Alberto Dell’Orto, della comunità pastorale San Cristoforo di Gallarate: «I poveri ci sono, anche in mezzo a noi, nelle nostre comunità, nelle nostre parrocchie, e non sono solo gli stranieri».

Proprio con questa frase il sacerdote ha aperto i lavori del convegno “Povertà, una sfida che interpella” organizzato sabato 12 marzo nella cripta della chiesa di Masnago, coordinato da don Flavio Speroni, responsabile di zona della Caritas, alla presenza di don Roberto Davanzo, direttore della Caritas Ambrosiana. Una giornata che secondo il vicario episcopale mons. Luigi Stucchi «serve di aiuto per una maggiore consapevolezza del momento e della complessità in cui viviamo. Altrimenti veniamo schiacciati anche noi dall’individualismo e dalla crisi».

Secondo l’economista Enrico Brigli «non c’è rapporto tra andamento del reddito e felicità: si sta peggio se c’è disuguaglianza nella distribuzione del reddito. Esistono stili di vita che possono contribuire a dare una risposta economica alla povertà: su questi, quelli incentrati sulle relazioni umane che – secondo l’economista – si devono considerare un nuovo bene sul quale rifondare le scienze economiche».

Le relazioni umane sono al centro delle esperienze di tutti i giorni degli operatori della Caritas. Sul fronte dell’immigrazione e della richiesta di asilo, le cooperative gravitanti intorno agli arrivi a Malpensa e il consorzio “Farsi prossimo”, realtà operanti nella prima accoglienza e nella successiva integrazione sul territorio che avviene principalmente grazie alle relazioni sociali. Al centro di ascolto della Caritas di Turate sono stati avviati i progetti “Famiglie che si prendono cura” e “Se chiedo sto meglio, se dono ricevo”, entrambi incentrati sulle reti di amicizia tra famiglie. A Gallarate opera “Il ristoro del Buon Samaritano”, centro di prossimità e mensa dei poveri: anche qui sono tante le famiglie che chiedono da mangiare, ma secondo le operatrici: «E’ vero che sono persone che hanno fame, ma il pasto in qualche modo lo metterebbero comunque insieme. In realtà cercano il sorriso, l’accoglienza, l’essere chiamati per nome ed essere riconosciuti un giorno con l’altro: il pasto caldo è solo un’occasione».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Marzo 2011
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