Sclerosi multipla: i nuovi trattamenti terapeutici
Venerdì 11 marzo, all'Aloisianum, giornata di studio organizzata dalla Neurologia seconda dell'ospedale Sant'Antonio
Venerdì 11 marzo nell’Aula Magna dell’Istituto Filosofico Aloisianum di Gallarate, si svolgerà il tradizionale incontro annuale degli esperti nel campo della ricerca della Sclerosi Multipla, organizzato dall’Unità operativa di Neurologia seconda –Sclerosi multipla e Recupero neurologico dell’Azienda ospedaliera Sant’Antonio Abate di Gallarate. Patrocinanti dell’iniziativa sono: l’Associazione Amici Centro Studi Sclerosi Multipla di Gallarate e la Società Italiana di Neurologia.
Angelo Ghezzi, direttore dell’Unità operativa gallaratese, e Giancarlo Comi, direttore scientifico del Centro Studi Sclerosi Multipla, propongono una giornata di studio ricca di approfondimenti sui nuovi algoritmi terapeutici nel trattamento della malattia.
La terapia attuale per la Sclerosi Multipla si avvale principalmente dell’uso di farmaci immunomodulari e immunosoppressori con il ricorso al trapianto di cellule staminali emolinfopoietiche per i casi attivi-maligni. Questi trattamenti riducono gli attacchi di malattia, rallentano la progressione della disabilità e modificano quindi il destino dei pazienti.
L’incontro di venerdì si propone di aggiornare e approfondire le conoscenze e le competenze degli specialisti sulla gestione clinica del paziente affetto da SM, grazie alla presenza di neurologi di alto profilo professionale sia a livello nazionale che internazionale.
La prima sessione del convegno sarà dedicata alla diagnosi e alla gestione della fase iniziale della malattia. La seconda invece sarà centrata sull’approccio terapeutico, sui criteri di scelta e sull’analisi dei farmaci vecchi e nuovi. I nuovi trattamenti immunomodulari per la Sclerosi Multipla hanno prospettato una complessità di opzioni terapeutiche che permettono sicuramente un incremento dei successi. Parallelamente, però, è accresciuta anche la complessità dei processi decisionali per il neurologo. La dimensione del rischio di eventi avversi, ora rappresentati da patologie di una certa gravità e impegno gestionale, richiede una riflessione sul rapporto costo-beneficio in termini clinici delle nuove terapie. Per questo motivo un punto di discussione, importante e molto atteso dagli addetti ai lavori, sarà sul farmaco natalizumab. Sarà determinante la condivisione dei risultati sull’esperienza clinica maturata sul suo utilizzo in Italia, dalla tollerabilità alla personalizzazione della terapia.
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