Una Festa per l’Italia: riflettere non ci farà male
Mauro Colombo, direttore di Confartigianato Imprese, spiega perché è importante celebrare il 150esimo dell’Unità d’Italia
Festa senza festa o festeggiare-lavorando: perché è importante il 150esimo dell’Unità d’Italia? La ricorrenza dovrebbe mettere tutti d’accordo: cittadini e istituzioni.. I 150 anni dell’Unità d’Italia non sono una festa, ma una celebrazione. Non un party ma un luogo del ricordo. Non un’occasione mondana ma un atto di rispetto. Senza dietrologie, rispetto per chi è morto.
Un giorno d’arresto non paralizzerà il sistema Italia, e sarà un giorno per riflettere anche sui tanti fatti che stanno sconvolgendo le dinamiche politiche e i valori di questa nostra Italia. Dimenticare la cultura, la solidarietà, i simboli che hanno condotto il nostro Paese sino ai nostri giorni, sarebbe ingiusto. Anche a Varese: quel 26 maggio 1859 con la famosa battaglia di Biumo in cui Garibaldi e i suoi Cacciatori delle Alpi vinsero contro le truppe imperiali e dove Ernesto Cairoli, il primo dei celebri fratelli pavesi, si sacrificò.
Storia d’altri tempi? No, storia di oggi. Di chi combatte per la propria libertà o per quella di altri popoli: nel nome della democrazia. Rinnegare la Storia e i sacrifici di chi ha fatto il Risorgimento significa rinnegare se stessi e significa rendersi irresponsabili di fronte ad una Unità che si deve tutelare. Un Paese senza valori è un Paese senza Storia, ma i valori non si possono disegnare o considerare secondo i propri, personali, principi.
Così difendiamo questa Festa, per la quale avremmo gradito un fronte unito della nostra politica teso a trasmettere il sano principio di una celebrazione sulla quale non si deve dibattere. E se ora, da più parti, il lavorare il 17 marzo sembra sia strategico per la crescita delle nostre imprese, forse sarebbe stato più opportuno parlarne tempo addietro, quando la crisi stava raggiungendo l’apice e si sentiva l’assenza di serie politiche industriali. Caldeggiate con insistenza anche da Confartigianato.
Una Festa come questa non dev’essere pratica, ed ha ragione il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano quando afferma che i festeggiamenti per l’Unità d’Italia «non sono tempo perso e denaro sprecato, ma fanno tutt’uno con l’impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti davanti a noi». Se la politica fondasse le sue azioni sugli stessi ideali di un tempo, non si sarebbe mai permessa di sollevare un inutile polverone su ciò che è logico.
Dunque, un giorno dedicato alla nostra Italia sarà un giorno guadagnato, almeno per le nostre coscienze e – lo speriamo – per ciò che si potrà fare l’indomani a vantaggio (non solo economico) di questa nostra nazione. Ritagliamoci un piccolo spazio per riflettere: se le urgenze del Paese non permettono un giorno di Festa nazionale, perché la politica butta il tempo in argomenti che sono lontani dal “fare politica”…?
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