Le “Inutili precauzioni” incrociano il destino di Battarino
Il giudice Giuseppe Battarino, alla vigilia della sua partenza per la Calabria, ha presentato il suo nuovo romanzo al Teatro Apollonio
Anche ai magistrati piacciono «le piccole magie», specialmente nella veste di scrittori. Giuseppe Battarino, nel giorno della presentazione del suo nuovo romanzo “Le inutili precauzioni” (Todaro Editore) al Teatro Apollonio, non pronuncia la parola destino. E fa bene, perché il destino fa il suo corso indipendentemente dalla volontà degli uomini. La scrittura, però, dà allo scrittore l’illusione di intercettarlo, di ingabbiarlo nella storia che racconta. Le piccole magie di questo libro nascono così. Il magistrato è alla vigilia di una missione importante a Paola, in Calabria. Lo scrittore cita in modo esplicito quel luogo: la salita di San Francesco da Paola a Genova (è l’ultima parola del libro contenuta nella nota dell’autore). «Quando ho scritto il libro – dice Battarino – non sapevo ancora che sarei andato a Paola. Tra l’altro oggi è il giorno del santo».
Nel nuovo romanzo i lettori si troveranno di fronte una vecchia conoscenza di “Sentieri invisibili”, il pubblico ministero Sergio Petrelli, nome ispirato dal cuore biancoceleste (laziale) di Battarino. Petrelli, infatti, negli anni Settanta indossò sia la maglia della Roma che della Lazio, con cui vinse uno scudetto. «I lettori più attenti sono le donne – spiega lo scrittore -. Loro mi hanno chiesto la prosecuzione del personaggio. In questa storia c’è ancora l’idea di descrivere un pm che ha sbagliato tutto durante un’indagine, ma la parte che mi diverte di più è il processo, il rapporto dialettico che si instaura tra accusa e difesa, capire qual è l’asso di briscola che verrà calato nell’arringa».
Nel libro non si cita esplicitamente Varese. “Le inutili precauzioni” è stato scritto nel giardino della Tour Saint- Jacques a Parigi e sulla tranquilla salita di San Francesco da Paola a Genova. «Qualche pagina – conclude Battarino – ha assorbito l’atmosfera di quei luoghi. Per quanto riguarda Sopravilla è una località di fantasia che mi è stata ispirata da una frazione di Blevio sul lago di Como. Sono frammenti della mia memoria che rimandano a luoghi come Monza e Parma che dal punto di vista giudiziario sono le dimensioni ottimali».
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