Giallo sulle preferenze del Pdl

Al seggio 30 delle elezioni comunali non tornano i conti, due verbali si contraddicono e non è chiaro quale sia stato considerato corretto. Possibili ricorsi

Nuovo giallo sulle preferenze Pdl. Mimmo Esposito, consigliere secondo dei non eletti nella lista del Pdl, è andato a controllare tutte le sue preferenze e ha scoperto dei verbali, in comune, che potrebbero riaprire la partita. Nella sezione 30, (via Busca, una traversa di viale Aguggiari) è successo qualcosa di strano. Il “verbale delle operazioni della sezione 30” rintracciato in comune (nella foto accanto), reca in calce un numero di voti che non corrisponde al “verbale riepilogativo di tutte le sezioni”.

In particolare, non è tanto la posizione di Esposito in discussione (2 voti aveva, e 2 voti rimangono) quanto quella di alcuni colleghi di partito. Angelo Motta nel verbale della sezione 30 ha 0 voti, e se si tenesse fede a questo documento cambierebbe ancora la classifica finale: Esposito passerebbe davanti a Motta come primo dei non eletti. Sembra solo accademia, ma in realtà questa classifica ha determinato dei cambiamenti nella giunta di Varese non da poco. Esposito è vicino a Raffaele Cattaneo. Se fosse stato lui il primo dei non eletti, Piero Galparoli sarebbe rimasto a fare l’assessore a Varese e non in provincia, perché le sue dimissioni avrebbero comunque prodotto l’ingresso nel Pdl di un uomo della stessa corrente: non avrebbero alterato, insomma, gli equilibri con gli uomini della componente di Nino Caianiello.

Si tratta tuttavia di mere supposizioni, perché il verbale rintracciato da Esposito è una fotocopia e non è detto che sia davvero quello utilizzato per i conteggi finali. Inoltre va chiarito quale dei due verbali analizzati sia davvero quello errato. Quello che è certo è che le carte non danno certezze. E solo una verifica più approfondita può chiarire il dubbio: se l’ipotesi di Esposito fosse quella giusta farà un ricorso al tar.

Guardando i verbali, viene però da sorridere, perché si scopre che a un certo punto i compilatori hanno saltato due colonne e hanno attribuito i voti di preferenza in maniera errata.
Nel verbale di sezione (nella foto sopra) ad esempio il candidato numero 28 Ivonne Rosa ha 11 voti, il candidato numero 29 Patrizia Tomassini ne ha 5, il candidato numero 30 Leandro Ungaro ne ha 1.
Nel verbale definitivo, invece, quei voti vanno due colonne sopra: e cioè gli 11 voti finiscono al numero 26 Roberto Puricelli, i 5 voti al numero 27 Massimo Quattrin e 1 voto al numero 28 Ivonne Rosa. Anche Piero Galparoli (numero 13 della lista) aveva notato che in quella sezione aveva 3 voti invece dei 10 che pensava di aver preso. Dove sono finiti? Due colonne sopra. Quei 10 voti li ha Cristiano Filieri (numero 11 della lista). Succede così per almeno una ventina di posizioni.

La differenza diventa di sostanza quando tocca ad Angelo Motta (numero 21) che nel verbale di sezione ne ha 0, mentre in quello definitivo ne ha 8 (che siano quelli del numero 23, ovvero Eugenio Piccolo? O è il contrario?). Insomma, qual è il verbale sbagliato? Ai ricorsi l’ardua sentenza. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 23 Giugno 2011
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