Il Pdl ha scelto i suoi assessori

Nomi e deleghe dosate con il bilancino e anche un curioso scambio di posti tra Carlo Baroni che diventa assessore a Palazzo Estense e Piero Galparoli che prenderà il suo posto in provincia

Il Pdl ha deciso. Martedì sera a Gallarate, in una riunione tra i dirigenti provinciali, ha chiuso la partita su Varese e parzialmente a Busto Arsizio. Nel capoluogo ci sono già i nomi, a Busto invece il responso è che il Pdl avrà 4 assessori (2 agli ex An, 1 a CL e uno ai laici) e la Lega avrà ancora una forte presenza nelle società partecipate.

Ma veniamo a Varese. Prestate attenzione, perché ogni passaggio è stato dosato con un bilancino (politico) di precisione. Il Pdl avrà cinque assessori e il presidente del consiglio comunale. Nel gruppo consiliare i ciellini rimarranno leggermente predominanti (5 consiglieri, 4 ai laici di Caianiello, 1 gli ex di An). Per mantenere questo schema si faranno i salti mortali. Cominciamo subito dalla sorpresa: la componente di CL avrà come assessore a Varese Carlo Baroni, attualmente assessore provinciale al Territorio e grandi opere – da cui si dimetterà-  con la delega alle infrastrutture, a cui si affiancherà Enrico Angelini con il super-assessorato alla famiglia (educativi più servizi sociali). Baroni lascerà villa Recalcati e al suo posto diventerà assessore in provincia Piero Galparoli, che però rimarrà anche in consiglio comunale a Varese nel gruppo del Pdl. Questa giravolta serve per due motivi: la corrente di CL mantiene in questo modo la predominanza del gruppo consiliare in comune perché se Galparoli fosse stato nominato assessore da Fontana si sarebbe dovuto dimettere e gli sarebbe subentrato un “Caianiello’s”, il primo dei non eletti Angelo Motta. Ma il punto è che questo avrebbe cambiato i rapporti di forza nel Pdl a Palazzo Estense, determinando un 5 a 4 per i laici, a discapito del gruppo ciellino di Cattaneo. In sostanza Nino Caianiello sarebbe diventato il “socio forte” della giunta Fontana.

L’assessore regionale Cattaneo si è trovato di fronte a due esigenze: non perdere la maggioranza relativa nel gruppo Pdl (che ha conquistato con i voti), ma anche assecondare le ambizioni di Piero Galparoli, imprenditore immobiliare varesino molto attivo e supervotato da anni. Per questo ha fatto ruotare i nomi sulle caselle, ma ha rassicurato la truppa perché ognuno avrò il suo: Baroni resterà assessore, Galparoli lo diventerà, il seggio ciellino rimarrà presidiato e il gruppo Pdl non sarà a maggioranza laica.

La componente di Caianiello ha seguito uno schema simile e ha indicato come assessore Simone Longhini, giornalista di Rete 55, a cui saranno date la cultura e altre deleghe ad hoc. Si erano fatti i nomi di Fabio D’Aula e Ciro Grassia ma i capi corrente hanno preferito non farli dimettere dal consiglio comunale per presidiare i posti. I laici avranno anche il presidente del consiglio comunale, Roberto Puricelli (vicesindaco durante la giunta Fumagalli). Il bilancio è stato assegnato a Giuseppe Montalbetti, avvocato, esponente della corrente del senatore Antonio Tomassini (è il nipote) che nella scorsa giunta aveva indicato Patrizia Tomassini (è la cugina) e Giorgio Dewolf. Stefano Clerici sarà assessore all’ambiente e viene dalla corrente degli ex An.

C’è solo un problema che rimane veramente aperto: la quota rosa? La Lega deciderà nelle prossime ore. Vedremo cosa dice il sindaco. 

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Pubblicato il 14 Giugno 2011
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