Varese, tre reti non bastano. Il Padova va in finale
A Masnago finisce 3-3: i ragazzi di Sannino vanno prima sul 2-0 con Pisano e Neto, poi sul 3-2 con De Luca ma il gol di El Shaaray al 72' mette fine alle speranze di promozione. Biancorossi fuori a testa altissima
Si ferma alle porte del paradiso il Varese di Giuseppe Sannino. Come nei primi anni ottanta, belli e maledetti, firmati da Eugenio Fascetti, la squadra biancorossa arriva a un soffio dal ritorno in Serie A ma viene respinta, nonostante un calcio a tratti sopraffino e a un entusiasmo che ha portato quasi diecimila persone a sognare, cantare, applaudire, soffrire e infine piangere sui gradoni del “Franco Ossola”. Ci vogliono quasi dieci minuti, dopo il fischio finale, ai giocatori e allo staff del Varese per lasciare il campo, con gli occhi zeppi di incredulità per quel risultato di 3-3, impronosticabile alla vigilia, spettacolare ma anche tanto crudele. I ragazzi di Sannino dovevano vincere, non avevano altra scelta e ci sono andati a tanto così: due reti (capitan Pisano e idolo Neto) nel primo quarto d’ora a incorniciare un avvio strepitoso, un’altra a metà ripresa con il ragazzo del miracolo, De Luca, dopo che il Padova aveva rimesso un piede in finale, e poi una palla impazzita nell’area di Zappino che mette fine a sogni e favole. Il Varese esce e lo fa a testa altissima, come ha sempre chiesto il suo tecnico, mantenendo un record di imbattibilità clamoroso ma non riuscendo a entrare nella leggenda cittadina. “Knockin’ on Heaven’s Door”, si sente cantare, ma dall’altra parte non ci aprono neppure questa volta, nonostante i meriti che nessuno può negare e nonostante una cavalcata che rimarrà comunque scolpita nella storia di Varese, qualunque cosa succeda da domani.COLPO D’OCCHIO – Giocare in uno stadio così è bellissimo, come è stupendo esserci da spettatore. Masnago non vedeva un pieno simile da quasi trent’anni, con stendardi, bandiere, striscioni di ogni tipo a colorare i diversi settori. Un migliaio i tifosi padovani, dotati di ugole notevoli; dall’altra parte una curva piena e calda ma pure distinti e tribuna pronti al ruggito. Il cielo si apre prima del match e torna a chiudersi subito dopo: la pioggia non poteva rovinare una gara simile.
CALCIO D’INIZIO – Zecchin non c’è: l’allenamento della vigilia non è bastato a dare certezze sull’ala veneta e quindi Sannino non lo porta nemmeno in panchina. In fascia ci va così Frara, con Corti e Osuji cerniera centrale e Nadarevic a spingere sulla sinistra. Dal Canto non cambia una virgola rispetto alla gara di andata, con Italiano a fare il cervello nel cerchio di centrocampo.
IL PRIMO TEMPO – Illusione e timore, festa e disincanto: i primi 45’ di gara regalano già al pubblico un gran concentrato di emozioni forti che iniziano a prendere forma dopo i primi scambi: due boati in quattro minuti squarciano il cielo sopra Masnago e in entrambi i casi sono Eros Pisano ed Enis Nadarevic a farli nascere, seppur con ruoli diversi. All’11’ il bosniaco batte molto bene una punizione dal limite che Cano respinge senza allontanare: Pisano è un fulmine e infila da pochi metri l’1-0. Il Varese non si ferma e al quarto d’ora confeziona una rete di rara bellezza: Pisano galoppa a destra e mette a centro area dove Neto ha il coraggio di fare velo e ricevere il passaggio di ritorno da Nadarevic che ha capito tutto. Il brasiliano non può sbagliare e fa secco Cano da due passi per il raddoppio.Troppo bello per essere vero e alla prima sbavatura il Varese subisce il 2-1: Italiano è troppo solo su una ripartenza (al 20’) e può avanzare per 40 metri; Osuji si precipita ma la palla è già ad El Shaarawy che approfitta di un Dos Santos impreparato (chiusura in ritardassimo), prende la mira e inventa un gran destro a girare da fuori area che trafigge l’incolpevole Zappino. E le brutte notizie non vengono mai sole perché subito dopo Neto “gira” il suo ginocchio di cristallo ed è costretto alla barella, sostituito da De Luca. C’è anche un’azione prolungata di Ardemagni ma l’ex centravanti della Pro Patria si conferma impacciato e si fa chiudere prima da Pisano e poi da Claiton.
Il Varese però ha un motore in più sull’ala, quello di Nadarevic che è in giornata di grazia. Il bosniaco ci prova alla mezz’ora, poi serve un bel cross a Ebagua che sbaglia la mezza rovesciata. Giulio si vede anche al 35’ con una bordata in controbalzo alta di un soffio mentre dalla parte opposta il solito El Shaarawy semina il panico ma stavolta il tiro di Bovo finisce fuori.
LA RIPRESA – Dopo l’intervallo si riparte nel modo peggiore: un pallone filtra su punizione in qualche modo nel cuore dell’area del Varese, il difensore ospite Legati lo devia verso la porta e beffa uno Zappino apparso goffo e sorpreso dall’azione. Con il 2-2 è il Padova a qualificarsi e così il Varese reagisce di rabbia, con due punizioni calciate da Nadarevic e Pesoli e su quest’ultimo è bravo Cano a respingere la bordata del difensore. I biancorossi cercano Ebagua che esagera provando la rovesciata; la palla resta in zona ma Dos Santos viene anticipato.
Prende così nuova forza la squadra di Dal Canto che al 20’ approfitta di un raro errore di Pesoli per riversarsi nell’area di Zappino sull’asse Ardemagni-El Shaarawy ma Osuji è un baluardo e sventa la minaccia. Sannino cambia: dentro Tripoli per Frara in modo da aver maggior rapidità e lo scenario cambia immediatamente. Il solito Nadarevic se ne va a sinistra e pennella un cross a centro area, Legati stavolta si impappina e lascia che la palla sfili nella zona di De Luca: il ragazzo del Montello non ha paura e sceglie un destro teso per il 3-2 che rimanda in orbita tutto il “Franco Ossola”.
Ora è il Padova a dover rimontare, così Dal Canto scaraventa sul prato Vantaggiato togliendo Ardemagni per disperazione ma poi ringrazia di nuovo il “faraone” El Shaarawy. Stavolta il gioiellino di scuola Genoa approfitta di un pallone che rimbalza in qualche modo sul corpo di Dos Santos e finisce tra i suoi piedi: la difesa non fa a tempo a chiudersi e per l’attaccante ospite è un invito a nozze trasformato nel 3-3.
Lo scenario cambia ancora tutto ma questa volta sarà l’ultimo stravolgimento; Sannino pesca dalla panchina anche Alemao con Nadarevic ko per i crampi ma gli ultimi assalti non portano a nulla. C’è un tiro di De Luca ribattuto dalle gambe dei difensori, un tentativo di testa di Ebagua che finisce lontano dai legni, qualche cross e qualche conclusione con un carico di speranza che va a spegnersi sul fondo. Ci sono anche 5’ di recupero ma come dice Sannino, è tutto scritto. E questa volta il lieto fine non è in calce al foglio del Varese.
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