Tour iridato: vince Thor Hushovd
Il campione del mondo vince in rimonta a Lourdes. I migliori tutti in gruppo: troppo lontano l'Aubisque per fare selezione in classifica. Sabato il tappone di Plateau de Beille
Trionfo iridato sul traguardo della 13a tappa del Tour de France, sul classico arrivo di Lourdes: vince infatti per distacco il campione del mondo Thor Hushovd (foto dal sito Garmin-Cervelo), già a lungo in maglia gialla, e capace di superare con una grande azione tutti gli altri attaccanti di giornata.
Il norvegese ha di fatto vinto in rimonta: rimasto indietro rispetto ai francesi Moncoutie e Roy sulle dure rampe del Col d’Aubisque, salita fuori categoria, Hushovd si è riportato nel finale in testa e ha staccato di forza proprio Roy (bravo, combattivo e sfortunato a trovare un tale avversario) vincendo con 10" di vantaggio. Tra le notizie del giorno anche la presenza del nostro velocista principe Petacchi nella fuga che ha poi portato Hushovd al traguardo (l’italiano ha chiuso poi ottavo) e il ritiro di Andreas Kloeden, tedesco di classifica di una Radioshack afflitta dal malocchio: dopo la caduta e gli 8′ accusati ieri non c’era verso di proseguire per uno che in carriera ha già due secondi posti al Tour.
Ben più tranquilla la giornata dei grandi favoriti, dopo le scintille scaturite dall’arrivo a Luz-Ardiden: i big sono rimasti nel gruppone che ha concluso a 7’37" dal vincitore e non si sono fatti la guerra. Il perché è presto detto: anzitutto l’Aubisque era posizionato troppo lontano dal traguardo per incoraggiare un attacco solitario tra uomini di classifica, inoltre il tappone del sabato ha consigliato prudenza a chi vuole vincere il Tour. I Pirenei infatti tornano a fare paura: la 14a frazione va da Saint Gaudens a Plateau de Beille, traguardo di montagna caro a Pantani che nel ’98 diede qui la prima botta a Jan Ullrich. Prima però ci sono altri cinque colli, non durissimi se presi singolarmente ma "usuranti" per i corridori che vogliono stare davanti. Il primo è quel maledetto Portet d’Aspet che costò la vita a Fabio Casartelli (sarà salito all’incontrario rispetto a quella volta), una tragedia riportata alla mente dalla tragica fine toccata al Giro a Wouters Weylandt. Poi si salirà in serie sui Col de la Core, de Latrape, d’Agnes e il Port de Lers, il tutto all’estremo Sud della Francia. Arrivo come detto a Plateu de Beille dove si scatenerà una battaglia importante per la maglia gialla: chi la conquista non vince la guerra, ma si mette in posizione di estrema forza.
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