La Cimberio è fatta, scopriamola insieme
Ruolo per ruolo, ecco pregi e difetti della Varese dei canestri dopo gli acquisti di Ganeto e Hurtt che hanno completato la rosa della squadra
L’acquisto ventilato di Gabriele Ganeto e quello un po’ a sorpresa di Justin Hurtt hanno di fatto completato la rosa della Cimberio 2010/11 affidata per il secondo anno di seguito a Carlo Recalcati. Una squadra tutta da scoprire sul campo di gioco a partire da sabato 20 agosto, giorno del raduno a Varese, e soprattutto nelle successive amichevoli che traghetteranno la squadra all’esordio in campionato previsto per il 9 ottobre.
Intanto però è possibile iniziare a tracciare un profilo della Cimberio (unico dubbio: l’eventuale rinnovo a Galanda) che sarà; una squadra che Recalcati ha voluto "a sua immagine", ovvero un gruppo di giocatori intercambiabili nei vari ruoli, capaci di creare un gruppo omogeneo, senza fronzoli e capace di girare con regolarità. Vediamo quali potrebbero essere pregi e difetti di Varese nei vari reparti.
Playmaker

Rok Stipcevic è regista di profilo europeo, non da top team di Eurolega ma certamente di livello più che buono. Sa scegliere i tempi, selezionare tiri e passaggi e capitalizzare i possessi che scottano dalla lunetta. Alle sue spalle è rimasto un Rannikko che non è il top fisico ma che garantisce qualità e ottime percentuali dall’arco. E, alla bisogna, resta un Demartini da spendere in difesa.
I playoff dello scorso anno sono stati impietosi: quando Cantù ha capito come limitare Stipcevic, la Cimberio si è impantanata. A sua discolpa però restano la mano indolenzita e l’assenza di Rannikko in due partite. E la stazza di Rok e Teemu (per non parlare di Demartini) non è certo da "torelli", così Varese potrebbe soffrire qualcosa sul piano fisico. Ma nel complesso il reparto regia dà ottime garanzie.
Guardie

La scelta (in contropiede) caduta su Justin Hurtt (foto) potrebbe riservare belle sorprese: il giovane americano può dare quella quota di imprevedibilità (creare azioni dal palleggio, capacità di segnare attaccando il canestro) che manca ai tanti compagni "ragionieri". Atletismo e capacità di prendersi le responsabilità nel momento decisivo come accadeva al college, dove era la stella della squadra, sono qualità che è sempre meglio avere in carniere. E alle sue spalle c’è un Davide Reati in rampa di lancio: in Italia non ci sono molti giocatori come lui, a 23 anni.
Nessuno può garantire sull’impatto italiano di Hurtt che, considerate età, provenienza e indole, potrebbe anche rivelarsi un corpo estraneo in un meccanismo che ha bisogno di girare senza intoppi. Il fatto che, per prendere lui, sia stato silurato Phil Goss (scelta che continuiamo a non comprendere): ce la farà? L’alternativa è appunto Reati, ottima presa per la panchina ma non uomo da quintetto. E il rischio è che Rannikko debba allungare qui la coperta, scoprendola in regia.
Ali

Il ritorno in prestito di Kangur (foto) dà al settore ali grande solidità, così come l’arrivo di Diawara. Non ci sarà la "fantasia al potere" ma la loro presenza mette in quel ruolo buona stazza e discreta varietà di soluzioni offensive: Kristjan ha tiro e potenza, Diawara aggiunge movimenti spalle a canestro, e poi c’è Ganeto che vuole guadagnarsi minuti e spazio.
La scelta del francese, laddove si aspettava un americano ha lasciato più di un dubbio, non certo per la nazionalità. Manca infatti un’ala piccola pura, un giocatore di raccordo tra piccoli e lunghi utile sia in attacco sia soprattutto in difesa contro giocatori rapidi e tecnici. Rispetto a Righetti-Kangur-Serapinas il terzetto del prossimo campionato (Diawara-Kangur-Ganeto) è senz’altro migliore, ma con minore assortimento.
Lunghi

Nel basket moderno il pivottone classico ha senso solo se: 1) è molto forte; 2) completa un reparto già ricco di altri tipi di giocatore. Così la Cimberio ha scelto di schierare un "pivot a tre teste" con Talts a garantire stazza in area, Fajardo (foto) che ci mette grinta e cattiveria e Garri nel ruolo del possibile guastatore. Se aggiungiamo che Kangur e Diawara possono contribuire a conquistare rimbalzi, ne esce un pacchetto lunghi ben assortito.
Abbiamo parlato di Talts che ha ben figurato nelle ultime partite dello scorso anno, ma la sua tenuta da titolare in Serie A è ancora da dimostrare. E non mancano difetti anche agli altri giocatori: Fajardo è una certezza, ma a 35 anni il rendimento potrebbe calare mentre Garri non accende particolari fantasie, visto il passato di promessa mai sbocciata del tutto. A Recalcati il compito non semplice di scegliere di volta in volta l’uomo giusto per le situazioni che si sviluppano sul campo di gioco.
Panchina
In un campionato dove gli indigeni fanno sempre più tappezzeria, Varese ha messo in fila diversi italiani che consolidano la panchina e anzi rendono il gruppo dei "ricambi" molto interessante. Sono arrivati uomini che Recalcati conosce e che garantiscono profondità alla squadra, oltre a tenere alto il livello in settimana (cosa che era mancata l’anno scorso e che si voleva migliorare).
Appare davvero difficile che il gruppo non titolare possa fare peggio dello scorso anno; ciò potrebbe accadere solo nel caso in cui tutti gli acquisti fallissero la propria missione. Ovvero che Reati si dimostri inadatto alla A1, che Ganeto paghi la lunga inattività agonistica (250′ totali giocati nella massima serie) e Garri cada in un’involuzione senza fine. Uno scenario quasi apocalittico che però è davvero difficile da vedere realizzato.
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