Barbera e (calcio) champagne

Lo stadio di Palermo è illuminato dal football di un allenatore sconosciuto. Attaccanti al microscopio: c'è chi brilla e chi fa piangere i propri tifosi

(d. f.) Nei giorni scorsi VareseNews ha proposto una disamina dei tanti varesini – di nascita o di adozione – che si stavano preparando ad affrontare l’avventura nel campionato di Serie A, citando tra gli altri il "gruppo Palermo". Forse quelli che al primo turno avevano la prova più ostica: eliminati in Europa e subito in campo, in casa, contro l’Inter. Ebbene, per uno scherzo del destino al "Barbera" si è sorseggiato calcio champagne, con un maître milanese e interista seduto però sull’altra panchina, quella rosanero. Pagellone ancora molto calcistico quello di oggi: vi si incrociano le storie e i momenti di tre bomber, uno dei quali viaggia con voti principeschi mentre gli altri due non riescono a schiodarsi da quota zero.

Pagellone numero 60 del 12 settembre 2011

Devis Mangia 9 – «Cosa non darei, per vivere una favola». Chissà se Devis Mangia è devoto a Vasco Rossi e da domenica sera sta riascoltando la vecchia hit del Blasco (conoscendolo no: starà già preparando la partita con l’Atalanta). Certo è che la nottata di Palermo ha regalato a un ragazzo bravo e meritevole una favola vera e propria, come – nel calcio italiano – non se ne ricordavano dai tempi di Moreno Torricelli, passato da un mobilificio alla Juventus. E lo show è stato completato dal nostro Eros Pisano che in 90′ ha dato lezioni di terzino all’ultimo colpo dell’Inter, "Jonathan dimensione sventura". Bravi, bravi e ancora bravi.

Arturo Di Napoli 7 – La Caronnese è prima in classifica a punteggio pieno con due vittorie su due incontri e il vero pilota della squadra in campo è il fantasista dal passato regale, così come il suo soprannome, Re Artù. Principesca è stata anche la tripletta che ieri ha consentito ai rossoblu di invadere Carpenedolo e piantare il proprio vessillo con un 4-0 che non ha bisogno di spiegazioni.

Yakhouba Diawara 6,5 – Siamo in precampionato e i giudizi vanno vagliati al netto di avversari, stimoli e preparazione atletica. Quindi voti ancora "calmierati" ma attenzione a quel che si muove in zona palasport dove la Cimberio muove i primi passi senza grandi acuti. Eccezion fatta per il francesone che Charlie Recalcati ha voluto nel ruolo di ala (chiamare "ala piccola" uno con un fisico del genere lascia un po’ perplessi) e che si sta imponendo come leader della formazione biancorossa. Lo aspettiamo al varco delle gare ufficiali ma fino a qui, tutto bene.

Matteo Serafini 5 – Il momento della Pro Patria non è certo dei migliori e lui, in qualità di capitano, dovrebbe dare la scossa alla squadra e portarla per mano verso la vittoria. Ma purtroppo per il popolo biancoblu, così non è: oltre a non trovare la via della rete, il buon Matteo sembra subire più degli altri la partenza a rilento. Fuori gli artigli, tigrotto!

Marco Cellini 4 – Il prossimo che dice: «Oggi me lo sento, segna Cellini» è condannato a cinquanta piegamenti senza processo. Perché onestamente non si capisce come possa fare gol, chiuso com’è in una morsa fatta da modulo penalizzante (è l’unica punta, isolata e mal supportata), blocco personale (niente da fare, non ne becca mezza) e forse anche fastidi mentali (hanno cercato di sbolognarlo per tutta l’estate, ha detto «no» e si è ritrovato titolare). Poi, chiaramente, il Varese visto sabato ha tali e tanti problemi che sarebbe riduttivo pensare al solo centravanti.
Ps: se sabato segna il gol dell’ex all’Albinoleffe, i cinquanta piegamenti li facciamo noi… ben contenti di faticare…

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Pubblicato il 12 Settembre 2011
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