Cos’è la tassa d’imbarco

La "addizionale comunale sui diritti d'imbarco" è stata stituita con la finanziaria 2004

imbarcoLa "tassa d’imbarco" è stata istituita dalla finanziaria del 2004 (legge 350/2003) e si chiama in realtà ufficialmente "addizionale comunale sui diritti d’imbarco": è dovuta ai Comuni che mettono a disposizione una parte del loro territorio come sedime aeroportuale. La tassa viene pagata da ogni passeggero sul biglietto in partenza dall’Italia, il gestore aeroportuale la versa allo Stato. Pur essendo una tassa a beneficio degli enti locali viene gestita dal Ministero dell’Interno con opportuni trasferimenti.

Prendendo i dati del 2008, si nota che il Comune con la maggiore entrata da tassa d’imbarco è Fiumicino, a cui spettavano 2.390.321,17 euro (l’aeroporto di Roma insiste infatti solo sul territorio comunale di Fiumicino). Quanto ai Comuni di Malpensa, nel 2008 faceva la parte del leone Ferno con 658.130,98 euro, seguita da Somma Lombardo con 392.078,03 e Lonate Pozzolo con 350.069,67 e Cardano al Campo con 154.030,65. Sotto i centomila euro invece le tasse versate agli altri Comuni della zona, fanalino di coda la piccola Vizzola con 33.326,64 euro.
Altri casi in Italia? Il piccolo comune di Orio al Serio incassava nel 2008 297.059,41 euro, quasi tutti quelli derivanti dall’aeroporto (Bergamo ha per se solo 3mila euro circa). Trapani incassava per l’aeroporto di Birgi un totale di 25.042,35 euro.
A parte i Comuni piemontesi con aeroporti senza attività passeggeri (Alessandria, Novi Ligure, Vercelli, si notano anche i comuni che hanno solo piccole quote di territorio ceduto ad aeroporti vicini: Grottaglie e Monteiasi, in provincia di Taranto, incassano rispettivamente… 1,26 e 1 euro per il pezzo di territorio chiuso dietro le reti dell’aeroporto di Taranto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 settembre 2011
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