Varese medaglia d’oro di bellezza per i runners di Whirlpool
Folta delegazione di sportivi e non all’aperitivo conclusivo della giornata turistica sulle bellezze della nostra provincia: il giro in battello sul Verbano conquista tutti
“It’s wonderful!”. Non c’è bisogno di aspettare il grande Paolo Conte – in città tra una settimana – per sentire una strofa che è il cavallo di battaglia di un successo mondiale da lui cantato. Bastava essere tra i “runners” di Whirlpool che, chi giovane, chi più in là con gli anni, sono a Varese per la corsa “dei cento anni”. Un secolo che l’azienda ha voluto ricordare con una serie di eventi speciali, tra cui anche la corsa intorno al lago di Varese per l’abbraccio metaforico allo specchio d’acqua che si vede da Comerio, e su cui Cassinetta di Biandronno, sede della produzione varesina della multinazionale del bianco, si affaccia.«E’ la prima volta che vengo in provincia di Varese e devo dire che è un luogo delizioso» – racconta Thierry Claderes (il primo da destra nella foto sotto), nominato “portavoce sul campo”, da chi scrive, della delegazione francese di corridori che, assieme ad un’altra settantina di atleti, ha partecipato alla gita sul lago Maggiore per l’intero pomeriggio di sabato. Il giro per l’Eremo di Santa Caterina, le isole, le sponde del Verbano hanno conquistato tutti.

«Certo, potere andare al lavoro qui dev’essere davvero splendido. E’ un posto incantevole» aggiunge Thierry, che con altri dipendenti Whirlpool è ospite al Palace Hotel per un aperitivo serale. In realtà il pensiero di tanti atleti, glielo si legge negli occhi, va alla possibilità che questo territorio consente per l’allenamento al podismo: in molti, infatti, una mezz’ora prima dell’inizio dell’aperitivo, indossate le scarpette, sono usciti per un allenamento leggero, approfittando del tempo clemente.
Clima disteso anche per la delegazione inglese che si prepara alla gara di domenica e che viene salutata dall’arrivo del Presidente di Whirlpool Emea Bracken Darrel, fisico da triatleta (al centro della foto, ma coi colelghi d’oltremanica), che si fa fotografare volentieri nell’atrio dell’hotel.
Ma, nonostante una così massiccia presenza di nazioni – ci sono anche atleti provenienti dalla Repubblica Ceca, da Norvegia, Irlanda, Marocco – non pare vi siano velleità di vittoria a seconda del Paese: «Sarà una corsa dove vincerà la voglia di sport, non la provenienza anagrafica», dicono tutti. E allora: vinca il migliore!
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