Bankitalia:”I salari dei giovani fermi a decenni fa”
"È necessario che il Paese torni a crescere”. L'avvertimento è del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, intervenuto a Catania al XXX congresso dell'Aimmf
Gli interventi anticrisi dell’estate scorsa hanno migliorato i conti pubblici ma non sono stati sufficienti: “per un riequilibrio strutturale e duraturo è necessario che il Paese torni a crescere”. L’avvertimento è del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenuto a Catania al XXX congresso dell’Aimmf. Secondo il numero uno di via Nazionale, "il difetto di crescita italiano è in buona parte riconducibile al ritardo e alle incertezze con cui il sistema produttivo ha risposto negli ultimi venti anni alle sfide dell’innovazione tecnologica, dell’affermarsi sulla scena mondiale di nuove economie, del deciso aumento dell’integrazione europea”.
Ma l’avvertimento più importante del governatore riguarda in particolar modo la sfera giovanile: “i salari di ingresso nel mercato del lavoro sono oggi in termini reali su livelli pari a quelli di alcuni decenni fa – ha detto Visco, specificando che i giovani – che si affacciano oggi sul mercato del lavoro sembrano esclusi dai benefici della crescita del reddito occorsa negli ultimi decenni”.
L’Italia è in ritardo rispetto ai principali paesi avanzati, sia nei tassi di scolarità e di istruzione universitaria, sia nel livello delle competenze, dei giovani come della popolazione adulta. Secondo le più recenti statistiche dell’Ocse, sottolinea visco, "nel 2009 il 54 per cento degli italiani di età compresa tra i 25 e i 64 anni aveva conseguito un diploma di scuola secondaria superiore, contro il 73 per cento della media ocse. Il divario si è ridotto, pur rimanendo elevato, per le classi di età più giovani: in quella 25-34, la quota dei diplomati italiani sale 6 al 70 per cento, ma si confronta con una media ocse dell’81 per cento. La quota dei ragazzi che completa un corso di studi di scuola media superiore è comunque in crescita: negli ultimi anni è salita di oltre 10 punti, superando l’80 per cento".
Visco chiede anche più flessibilità. "Assetti della contrattazione più decentrati e flessibili possono consentire che remunerazione e organizzazione del lavoro siano meglio calibrati sulle concrete condizioni produttive.Un’attenzione particolare va rivolta al mezzogiorno, dove le lacune strutturali sono più gravi".
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Oltre 20mila cittadini senza medico di base nel Varesotto. E incombe l’ondata dei pensionamenti
principe.rosso su Il calo demografico svuota le scuole: in quattro anni 103 classi e quasi 5mila studenti in meno
Felice su Ferito con un machete sul lungolago: agguato nella notte a Laveno Mombello
Fabrizio Tamborini su Ferito con un machete sul lungolago: agguato nella notte a Laveno Mombello
Felice su "Ciak si gira!", alla scuola Mazzini di Varese le riprese del nuovo film di Emanuele Mattana
lenny54 su Il sindaco di Besnate in Ucraina: «A Odessa problemi ordinari in una situazione straordinaria»






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.