Un litigio legato al vizio del gioco dietro l’omicidio di Mesenzana
L’uomo arrestato sabato sera già trasportato in carcere a Milano, “in grado di affrontare la marcata fragilità psicologia dell'arrestato"
Una discussione violenta con la moglie, probabilmente legata al vizio del gioco, di quei “gratta e vinci” comprati nel bar della piazzetta di Mesenzana. Un locale spesso frequentato da Renato Bianchi, 78 anni, arrestato per omicidio volontario aggravato nella serata di sabato dopo aver ucciso la moglie Mariella Chiari.
L’interrogatorio al quale è stato sottoposto l’arrestato nella serata di ieri da parte del Pubblico ministero della Procura di Varese non ha fatto emergere situazioni o contrasti perduranti nell’ambito della coppia, a cui poter ricondurre la decisione dell’uomo di porre in essere una simile condotta violenta, «che è riconducibile – stante alle prime risultanze investigative – a futili motivi riferiti al vizio del gioco per i “gratta e vinci”», spiegano dalla Procura. L’uomo, tuttavia, è apparso in una condizione di marcata fragilità psicologica, suffragata anche dalle stesse dichiarazioni rese al magistrato, in taluni passaggi frammentarie e carenti di coerenza logica.
«In considerazione di tale quadro, al fine anche di scongiurare eventuali gesti autolesionistici, l’indagato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Milano – San Vittore, meglio attrezzata per la specifica tutela, in attesa della definizione degli ulteriori atti procedurali».
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