Da 36 anni cercano in acqua la via dell’integrazione

Nata nel 1975 per volontà della fisiatra Moroni, l'Acquamondo accompagna alla piscina della Robur ogni sabato mattina bambini e adulti diversamente abili. Un'esperienza cresciuta nel tempo

L'associazione Acquamondo da 36 anni fa volontariato in piscinaSono in acqua da 36 anni. Tutti i sabato mattina per condividere lo spazio di un miracolo, il miracolo del galleggiamento in acqua che sconfigge la paura.

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Acquamondo: diversamente nuotatori 4 di 18

Sono i soci, i volontari e i disabili di "Acquamondo Moroni nuoto disabili onlus" associazione nata nel 1999, sulla scorta dell’attività lanciata nel 1975 dall’allora PRIMARIO del reparto di riabilitazione del Circolo, dottoressa Erminia Moroni. A lei venne l’idea di coinvolgere alcune associazioni sociali cittadine ( Lions, Rotary, Soroptimist e Panathlon) per condividere un progetto ambizioso: portare i disabili, spesso bambini e ragazzi, nelle strutture sportive, permettere loro di svolgere attività come tutti, uscire dall’isolamento dove spesso si trovavano. Erano temi delicati, allora, la disabilità era considerata qualcosa da nascondere, da tenere separato. Sulla sua strada, la dottoressa Moroni trovò sponsor entusiasti, che l’aiutarono finanziariamente, e una società sportiva sensibile: la Robur et Fides. Fu proprio la piscina di via Marzorati a Varese ad aprire le porte a questi ragazzini e adulti con problemi psichici e fisici,accompagnati dai volontari: « Mia madre – ricorda Maria Vittoria Bulgheroni, per gli amici "Toi",oggi presidente dell’associazione – adottò il metodo "McMILLAN". 

Il  metodo prevede che ogni nuotatore venga assistito da un volontario, in un rapporto basato sulla fiducia e sull’approccio graduale per vincere la paura: « Ancora oggi adottiamo questa tecnica che viene vissuta diversamente da ogni nuotatore. C’è chi impara presto a nuotare e chi, invece, dopo 10 anni ha ancora timore di galleggiare. Ogni persona ha il suo tempo e noi dobbiamo solo assecondarla».
Così, tutti i sabato mattina da 36 anni a questa parte, diversamente abili e volontari si danno appuntamento alla piscina della Robur per 45 minuti di acquaticità: « Arrivano da un po’ tutta la provincia grazie al passa parola. Ci sono stati momenti che abbiamo avuto anche 100 utenti. Oggi dobbiamo limitarci a una cinquantina perchè scarseggiano un po’ i volontari. Così abbiamo la lista d’attesa. Qualche aiuto in più sarebbe preziosissimo».

Bambini, ragazzi e adulti tutti in acqua per scoprire il galleggiamentoAcquamondo cerca amici soprattutto tra gli studenti universitari: « Le scuole sono aperte di sabato per cui quella fascia di potenziali aiutanti ci è preclusa.  Abbiamo, anche, un accordo con l’Università dell’Insubria e qualche ragazzo dal corso in scienze motorie è già arrivato anche se non è necessario avere competenze specifiche, basta saper nuotare . L’impegno richiesto non è molto: una mattina alla settimana più qualche corso di approfondimento. In compenso, l’empatia che si sviluppa con il nuotatore è spesso molto coinvolgente perchè quando, alla fine, vedi che il corpo diventa leggero sulla tua mano e che galleggia da solo, è una gioia incredibile…».

All’inizio, quest’attività fu facile avviarla anche perchè la piscina era sempre vuota di sabato mattina: le scuole aperte e una diversa organizzazione sociale lasciavano grandi spazi inoccupati nei centri sportivi. In questi anni, però, molte cose si sono modificate e anche andare in piscina di sabato mattina non è più una rarità: « Dobbiamo dare atto a Robur di aver accettato la scommessa di un incontro tra bambini normali e bambini diversamente abili. Nelle stesse ore e negli stessi spogliatoi ci siamo ritrovati con l’utenza tradizionale della società. Io posso testimoniare che l’incontro ha portato risultati strabilianti. Dall’iniziale timore siamo arrivati a una piena condivisone con bambini che si salutano tra di loro con grande naturalezza. Una vera integrazione tra mondi che ancora non sono proprio perfettamente integrati. Nonostante siano stati fatti passi da gigante, in questo senso, rimane ancora qualche sacca di diffidenza».

Un’esperimento lungo 36 anni che ha vissuto momenti importanti come quando, negli anni ’80, da alcuni nuotatori sorse l’esigenza di andare oltre la semplice mattinata sportiva: nacque così la Polha, oggi bellissima realtà sport disabili di Varese.

«Tanti risultati sorprendenti che, però, si fa sempre più fatica a mandare avanti La sensibilita’ e la determinazione di Robur si scontrano sempre più spesso con le necessità quotidiane: le loro piscine sono sempre pienissime e i corsi affollati. Ogni anno diventa così problematico ritagliare uno spazio fisso alla nostra associazione. Nonostante ciò in questi anni Robur ci ha sempre affittato le corsie a prezzi contenuti permettendoci di arrivare a tagliare tanti preziosi traguardi. Siamo certi che questa collaborazione continuera’ anche in futuro.  Sono anche convinta che i nostri sponsor ci sosterranno sempre per raggiungere l’obiettivo di una reale integrazione tra persone diversamente abili».
Per quest’anno, i nuotatori dell’Acquamondo avranno garantite tre corsie di via Marzorati dalle 8.30 alle 13.  Il corso è garantito, così come il loro sorriso. 

Maggiori informazioni sulle attività e le opportunità di volontariato si possono trovare sul sito.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Novembre 2011
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