Una Cimberio brutta e supponente viene punita a Bologna
La peggior Varese della stagione va subito sotto (-15 dopo 10'), rimonta a fatica ma non riesce a spuntarla. Troppi titolari fuori giri, non basta il volenteroso Ganeto
Dal nostro inviato – Il rammarico supera il dispiacere dopo la sconfitta della Cimberio a Bologna, ko che mette fine a una striscia vincente di quattro partite e toglie il ruolo di capolista/sorpresa ai biancorossi. Varese perde male, a dispetto del punteggio finale (74-63, ma era a -3 con 2’ da giocare), perché gioca una partita decisamente al di sotto delle proprie possibilità, regalando di fatto mezza gara alla Virtus. La rimonta arrivata dopo l’intervallo ha spremuto Varese che al momento del finale si è ritrovata di nuovo con poche idee, pure tradita da alcuni uomini chiave. Da Rannikko e Kangur, per esempio, tra l’impalpabile e il dannoso; da Talts (foto) che fa più falli che palleggi, per non parlare di un Hurtt presto tolto di mezzo da Recalcati. Impensabile, con questa situazione (e con 22 palle perse), pensare di espugnare una pur rimaneggiata Bologna in cui Finelli ha trovato risposte grintose da parte dei suoi giocatori. Varese invece si è dovuta affidare al buon cuore dei vari Ganeto e Demartini per dare segnali di vita (Garri e Stipcevic i soli sufficienti tra i titolari): non abbastanza però, e Recalcati non la manda a dire dopo la partita, indicando McIntyre (acciaccato e sul punto di lasciare la Virtus) come esempio da seguire ai suoi giocatori spaesati e molli. E ora il calendario (trasferta a Siena e la mina vagante Venezia in casa) si fa di sicuro meno semplice: motivo in più per dire che quella di Bologna è stata un’occasione davvero sprecata.
COLPO D’OCCHIO – Buon pubblico (ma gli ottomila del dato ufficiale sono frutto di un’allucinazione…) senza i pienoni del passato alla Unipol Arena di Casalecchio dove si gioca la sfida numero 150 tra Virtus e Pallacanestro Varese. Al match arriva un discreto numero di tifosi biancorossi con gli ultras a sfottere il patron di casa Sabatini per il mancato ingaggio di Kobe Bryant (foto). Nessuna contestazione in casa Bologna nonostante un momento non facile per la squadra di Finelli.
PALLA A DUE – Quintetto ormai classico per Recalcati con Rannikko, Hurtt e Diawara esterni e Stipcevic in panchina. Senza Fajardo, il pivot titolare è Garri assieme a Kangur. Finelli tiene in panchina l’acciaccato McIntyre e inizia con Poeta e Koponen in guardia. Per sostituire l’americano all’Arcoveggio si sta pensando a Vitali che potrebbe arrivare insieme al lungo Lang.
LA PARTITA – Gailius e Diawara firmano il 4-4 di partenza dopo il quale la Virtus continua a colpire mentre Varese fatica in attacco, complice un passaggio a vuoto di Rannikko (11-6). Le triple di Poeta e Sanikidze aprono un varco al 6’ e convincono Recalcati a chiamare time out. Entrano Stipcevic e Talts e nella stessa azione il primo segna e il secondo commette fallo d’attacco. Bologna valica quota +10 con l’ottimo Gailius ma Varese è davvero inguardabile: la prima sirena è una liberazione sul 27-12 per la Canadian Solar.
I minuti di qualità di McIntyre a cavallo dei primi due quarti si fanno sentire; quando T-Mac torna in panchina la Cimberio rosicchia qualcosa con Stipcevic e Garri, autori di tutti i canestri che riportano Varese a -8. Recalcati chiama la zona che Poeta buca in mezzo però a due palle perse della Virtus ma un paio di azioni imbarazzanti (rimessa sbagliata tra Stipcevic e Rannikko e “persa” in palleggio di Kangur) riportano Bologna sull’ascensore verso l’alto. Il successivo 5-0 varesino permette di non affondare (39-30) però due contropiedi nell’ultimo minuto – compreso uno di Sanikidze con schiacciata siderale – fissano sul 45-30 il punteggio di metà partita. Un distacco sacrosanto per una Varese irriconoscibile.
L’intervallo non risveglia la squadra di Recalcati, che tra passaggi sbagliati e tiri corti non riesce a rimettersi in carreggiata. Ci prova Ganeto con 5 punti in fila che però sono preceduti e seguiti da una serie di errori quando c’è da fare canestro. Tempo di riserve, perché l’ingresso di Demartini (tre punti e un assist a Garri) permette alla Cimberio di tornare a -10: è una sorta di “segnale d’attacco” così, dopo una vita, Ganeto firma addirittura il -6 con libero e tripla successiva. Il quarto fallo di Kangur non aiuta però sulla sirena i biancorossi sono a -5 grazie a una tripla di Stipcevic, 54-49.
IL FINALE – La terza bomba di Ganeto vale addirittura il -2 a inizio ultimo quarto ma McIntyre confeziona un “gioco da 4” per ridare fiato alla Vu Nera. Varese ha ancora il torto di non battere il ferro quando è caldo e, pur segnando col contagocce, i padroni di casa tornano a + 8 con Koponen. In attacco la Cimberio non accende la luce per lunghi minuti, fino a una bella entrata di Kangur. Recalcati rispolvera anche Rannikko, disastroso fino a qui, ma il quinto di Kristjan (con l’arbitro Ramilli ancora protagonista negativo) è una mazzata. La difesa però regge e una tripla di Diawara dall’angolo vale il 64-59 a 2’32” dalla fine, situazione che costringe Finelli al timeout. Dopo una spadellata di Koponen tocca a Demartini accorciare a -3 ma Sanikidze infila due liberi importanti. Certe differenze però contano: il play veneto sbaglia dall’arco, McIntyre lo punisce, così come Gigli beffa la difesa su un rimbalzo chiave dopo un canestro di Garri. Finisce qui e nell’ultimo minuto Bologna porta il vantaggio fino al +11 conclusivo, punizione su cui, purtroppo, non c’è nulla da eccepire.
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