Cimberio, è Pullen il pericolo numero uno
Il giovane americano di Biella è personaggio particolare, oltre a essere molto forte sul parquet. Ce lo racconta chi lo conosce bene
L’estate del basket ha portato nel campionato italiano un’infornata piuttosto corposa di giovani americani appena usciti dall’università. Qualcuno – il trevigiano Moore – è già tornato dall’altra parte dell’oceano, altri (il nostro Hurtt, l’ex canturino Lighty ora a Cremona) stanno offrendo prove molto altalenanti. Nel gruppo però spicca per i risultati raggiunti Jacob Pullen, playmaker dell’Angelico Biella che sfiderà la Cimberio domenica sera, nel posticipo televisivo (20,30, RaiSport2) dell’11° turno di campionato.
Un personaggio particolare, questo Pullen: viso ornato di barba folta, capelli cortissimi, una laurea in criminologia (!) nel cassetto ma anche il coraggio di manovrare in prima persona tutti i palloni che scottano. Ce lo facciamo raccontare da un giornalista che ha imparato a conoscerlo in questi mesi in Piemonte, Giovanni Teppa, collaboratore di Tuttosport per il basket piemontese con un occhio particolare per l’Angelico e per la Novipiù Casale.
«Di Pullen c’è una caratteristica che è subito emersa in questo primo scorcio di stagione: in campo è un vero e proprio capo. Un atteggiamento che emerge soprattutto in certi momenti del gioco: Jacob infatti ha già imparato a selezionare le situazioni di gioco in cui incidere in prima persona. Spesso non forza le soluzioni nei primi tre periodi ma diventa decisivo nell’ultimo quarto, e se Biella è seconda in classifica lo si deve in parte anche alle sue giocate».
Fino a qui Pullen ha collezionato 17,2 punti di media con quasi 4 assist, pur con percentuali non esaltanti (44,3% da 2, 36,2% da 3) ed è comunque il terzo miglior realizzatore della Serie A, il secondo se consideriamo l’addio di Von Wafer che ha lasciato Cremona per l’Nba.
Su di lui Teppa conferma un’impressione che in molti hanno già notato osservandolo in tv: «Jacob non ride mai. È compassato, forse anche un po’ riservato, ma è davvero uno che mantiene un comportamento particolare anche quando le circostanze in genere impongono un sorriso. Penso per esempio allo scambio di saluti a inizio partita o ad altri momenti simili. Lui resta impassibile e serio. Però poi in campo ha mostrato un pregio non scontato: quello di saper imparare da ogni situazione che gli capita. Osserva, capisce e prova subito a evitare gli errori: se manterrà questo approccio e continuerà così io credo che possa avere una carriera davvero importante».
Domenica la Cimberio manderà sulle sue tracce due giocatori esperti e di sicuro livello, ovvero Rok Stipcevic e Teemu Rannikko. E nel caso ci sia bisogno di maggior esplosività allora Recalcati gli sguinzaglierà contro il quasi coetaneo Justin Hurtt, di un anno più anziano. Ruolo diverso (il varesino è una guardia più tendente all’ala, il biellese gioca in posizione da play), storie simili alle spalle: entrambi sono stati gli idoli e i leader delle proprie squadre universitarie (centinaia di tifosi di Kansas scelsero di farsi crescere la "barba alla Pullen"), non sono stati chiamati al draft della Nba pur avendo ricevuto buona considerazione, hanno scelto di diventare grandi partendo da due squadre della provincia italiana. A loro la palla, con la speranza – da parte varesina – che anche Hurtt si possa presto ritagliare un ruolo da protagonista che il "barbudo" Pullen si è preso a suon di canestri decisivi.
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