Sagome contro la mafia al masso sacro
Blitz notturno in via XXV aprile organizzato dalle associazioni "La fabbrica di Nichi" e "Tilt", un modo originale per riaffermare il bisogno di partecipazione
Nella notte “La fabbrica di Nichi” e “Tilt Varese” hanno voluto accendere i riflettori sulla questione delle Mafie con un simbolico blitz al masso sacro.
Gli studenti e i professori questa mattina hanno trovato ad attenderli cinque sagome di morti ammazzati disegnate sull’asfalto (quelle tipiche da “luogo del delitto”) ognuna affiancata da numeri: una recita “180.000 le vittime di usura” , l’altra “4 reati ogni ora” tutte accompagnate dallo striscione che recita “MAFIA S.P.A. UCCIDE COL SILENZIATORE! URLALO PER DISARMARLA”.
Dichiarano gli autori nel loro comunicato: “Oramai non si può parlare più di infiltrazione mafiosa, Mafie SpA non sta provando ad entrare nel nostro territorio. Mafie SpA ha stabilmente messo le radici anche nel nord Italia, occupando posizioni nevralgiche nell’economia locale come in quella globale.”
Un modo per rompere quel muro di silenzio mettendo “fisicamente” i dati degli affari sull’asfalto, per raccontare in maniera sintetica e di forte impatto visivo la presenza delle Mafie in Italia e in provincia, come denuncia una delle “sagome” che si riferisce ai reati di ecomafia registrati sul territorio.
Stando infatti alle dichiarazioni degli autori “Varese non ne è immune,come confermano l’arresto di stamattina nel gallaratese e i dati relativi ai ambientali e alle 12 denunce realtive alle infiltrazioni nel ciclo di rifiuti, registrate nella terra dei laghi.”
Un gesto per affermare come, secondo loro, la partecipazione possa essere strumento di contrasto alla criminalità organizzata, con una chiara presa di posizione dei membri di Tilt e della Fabbrica di Nichi:
“Proprio perchè questo tipo di criminalità è così radicata anche a casa nostra, affermiamo che nessuno può più nascondersi, girare la testa dall’altra parte, fingendo che le mafie siano “un problema degli altri”.
Dobbiamo diventare attori di un ribaltamento culturale che trasformi la fascinazione verso le mafie e le loro ricette per il successo in una totale indisponibilità a scendere a patti, denunciandone gli sporchi giochi, siano questi la scorciatoia burocratica, la speculazione oppure il ricatto occupazionale nei confronti di noi giovani lavorat* precari*.
Creatività, partecipazione e impegno sono il nostro inizio per combattere le logiche di Mafie spa, sono la nostra assunzione di responsabilità.”
Contestualmente alle scritte sull’asfalto è apparsa anche la terza targa posta dai due movimenti congiuntamente (le prime due sono state quella per Arrigoni e per Onorina Pesce) per Giancarlo Siani il giornalista precario vittima camorra, al posto di quella dedicata dall’amministrazione al ministro fascista Gentile.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
MarcoF su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"
principe.rosso su Sprangate e bottigliate in zona piazza Risorgimento a Gallarate, la Questura chiude il minimarket per sette giorni
lenny54 su È il 44enne Mirko Bertellini l'uomo arrestato con l'accusa di aver ucciso Federico Venco
lenny54 su Insulti al sindaco Galimberti, vandalizzata a Varese la piscina Copelli
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su È Federico Venco il motociclista gentile vittima dell’omicidio di Somma Lombardo






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.