I negozianti del Billa: “Solo voci”
Fuori metà dei dipendenti scioperano mentre dentro i commercianti che hanno affittato uno spazio sembrano tranquilli. C'è chi ha aperto da un anno e ha investito soldi per un attività, nessuno ha ricevuto preavvisi
Per il momento i negozianti che hanno affittato uno spazio all’interno del centro commerciale di via per Busto non hanno ricevuto preavvisi. L’intera struttura commerciale che contiene anche l’ipermercato Billa, ex iperStanda, è in mano al fondo immobiliare Social & Public Initiatives gestito da Prelios (ex-Pirelli Re). La società immobiliare ha affittato l’intera superficie al gruppo Rewe, proprietario del marchio Billa, che ha a sua volta subaffittato a diverse attività quali Mc Donald, un rivenditore di macchine da cucire, due bar, una gioielleria, un negozio di parrucchiere. Proprio il salone di bellezza ha aperto meno di un anno fa e, viste le voci di chiusura che si susseguono da almeno un paio d’anni, pare ben strano che qualcuno investa capitali in un luogo che potrebbe chiudere da un momento all’altro.
Ma i dipendenti del supermercato ieri, sabato, hanno rilanciato l’allarme con una giornata di sciopero e di presidio al quale hanno partecipato il 50% dei lavoratori. Il punto vendita, infatti, è rimasto aperto e non ha subito grosse conseguenze dall’astensione dal lavoro. All’interno, ieri, i lavoratori che non hanno scioperato non avevano molta voglia di parlare, così come i negozianti che, però, hanno confermato che le voci riportate dai lavoratori non sembrano preoccuparli più di tanto. Qualcuno sibila che, in realtà, un compratore al momento non c’è e che si tratta solo di uno dei tanti allarmi perchè la struttura non chiuderà. Qualcun’altro si guarda intorno e sottolinea lo stato non certo brillante del centro commerciale che, effettivamente, avrebbe bisogno di una rinfrescata.
Nella parte non-food del Billa si può notare gli ambienti spogli, a indicare che la vendita di abbigliamento ed elettrodomestici non è il punto forte del supermercato. I commercianti confermano che le comunicazioni con il gruppo sono molto scarne e si limitano al solo pagamento dell’affitto e poco più. Escludendo la possibilità che sia il marchio Conad a subentrare il mistero sul destino del più vecchio supermercato della zona, nato più di 35 anni fa, resta incerto. L’unica indicazione sulle intenzioni del gruppo Rewe è leggibile sul sito GDO dove si parla della riorganizzazione del marchio tedesco in Italia e si parla dell’intenzione di puntare sulle strutture medie che garantiscano il ruolo di negozio di vicinato.
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