I poveri non si possono permettere la mensa. “Rivediamo le tariffe”

I singoli pasti a scuola sono costosi e non ci sono esenzioni per chi ha più figli: secondo il Pd almeno venti famiglie costrette davvero a portare a casa i figli. "Ma servono anche meccanismi di pagamento più semplici, per tutti"

«Alla fine pare che una ventina di famiglie non manderanno più i bambini a mangiare a scuola». La scelta drastica dell’amministrazione comunale di Somma Lombardo – vietare l’ingresso a chi non paga la mensa – secondo il Pd avrebbe prodotto questo effetto diretto, oltre al pagamento immediato da parte di chi poteva permettersi di saldare i conti. Il Partito Democratico contesta la scelta drastica fatta dall’amministrazione e fa due richieste chiare: servono un sistema di pagamento più efficiente, ma soprattutto tariffe che aiutino di più chi davvero ha bisogno.

Il Pd ha fatto un’analisi approfondita dei dati, per dimostrare che le classi sociali più basse non riescono ad arrivare a pagare il servizio, giudicato dal Pd troppo oneroso. «Le fasce ISEE impostate non sono consone, non vanno incontro a chi ha davvero bisogno» spiega Pietro Rizzuto, che da mesi sta seguendo la questione. Il costo di un pasto è salito a 4,50 euro per le materne e 4,70 per le elementari, ma i meccanismi "protettitivi" verso le fasce più deboli sono rimasti insufficienti: oggi chi ha un reddito ISEE tra 0 e 2000 euro paga comunque il 75% della tariffa (oltre 3 euro al giorno), chi ha reddito fino a 3500 l’80% e così via con altre fasce sino a 16500, soglia oltre cui si paga interamente il servizio.
Ma i dati dicono di una sofferenza generalizzata, che difficilmente si può spiegare solo con l’idea dei "furbetti" evocata dalla maggioranza: «Alle Materne, nelle prime due fasce ISEE i morosi sono il 90%, 22 bambini su 24 non pagano; e nelle due fasce dopo il 50% non paga». In totale sono morosi 56 alunni su 88. Alle elementari, la morosità arriva al 43% nelle fasce più basse.

«La compartecipazione del Comune – dice ancora Rizzuto – deve essere maggioritaria per le fasce più basse, dovrebbe garantire l’80, 90% del costo. E si dovrebbero prevedere agevolazioni per secondo o terzo figlio», considerando che appunto oggi una famiglia a bassissimo reddito (circa 600-700 euro al mese) spende comunque 80 euro al mese per la mensa di ogni figlio. E che in passato già le famiglie avevano chiesto aiuto. «Servono pragmaticità del recupero e attenzione sociale» dice Jimmy Pasin, capogruppo del Pd. «Teniamo conto che l’Amministrazione Comunale, ad esempio, spende per "coprire" il servizio per le prime due fasce spende qualcosa come 4500 euro l’anno. Quando la sola illuminazione per la panchina in piazza è costata 5000 euro!». Rivedere le priorità di spesa, dunque, specie in momenti di crisi economica, dando priorità al sociale.

Quanto alle fasce più alte (che poi così alte non sono sempre), Il Pd chiede da un lato di recuperare i soldi da chi davvero fa il furbo («Per anni il problema è stato ignorato, fino alle elezioni: alcune persone sono state abituate male»), ma anche di pensare ad un sistema di pagamento più efficiente che non quello attraverso le farmacie introdotto in pompa magna. «Si potrebbe pensare ad esempio a un RID come per le bollette, per rendere più facile la vita alle famiglie: si paga a fine mese il numero di pasti consumati» conclude Pasin. Che di fronte al caso-mensa finito anche sui media nazionali, non le manda dire all’attuale gestione dell’azienda comunale Spes: «Ci aspettiamo scuse da alcuni amministratori: l’efficientismo della Spes rivendicato per anni non si è visto. Il CdA strapagato non ha saputo gestire ciò che i funzionari del Comune con stipendio da 1000 euro ora stanno facendo in due mesi». Al di là della scelta (politica) di chiedere tutto e subito a tutti, che ha fatto sì rientrare il debito ma che probabilmente farà sì che alcuni bambini rimangano senza mensa.

Tutti gli eventi

di maggio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 09 Febbraio 2012
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.