Otto anni senza il Pirata

Marco Pantani morì solo e triste in un residence di Rimini la sera di San Valentino nel 2004. Lasciando un grande vuoto in tutti quelli che lo avevano amato

San Valentino di sabato sera. Una gioia per chi festeggia la festa degli innamorati, un giorno triste per chi non ha nessuno con cui condividerlo. Una tristezza che si trasforma in rabbia, in orrore, in distruzione quando un telegiornale ti sbatte in faccia una notizia terrificante: Marco Pantani è morto, solo e pieno di droga, in un residence di Rimini che si chiama "Le Rose" ma che non ha nulla a che vedere con il colore più amato del ciclismo italiano. Accadeva otto anni fa, il 14 febbraio 2004 e da allora il grande scalatore romagnolo è sopravvissuto alla tragedia grazie alla tanta gente che gli ha voluto bene, sulle strade del Giro e del Tour. Ancora oggi è prassi vedere le sue maglie, le sue bandane, le sue bandiere a fare da corollario alle più grandi salite del ciclismo, a partire dal "suo" Mortirolo. Ha vinto poco, è vero, rispetto ad altri campionissimi, ma il suo modo di vincere e la sua voglia di provarci sempre ha lasciato un segno indelebile nel mondo del ciclismo e dello sport, non solo italiano. Lo ricordiamo con il video – pubblicato su YouTube – di uno dei momenti più significativi della sua carriera: la vittoria nella tappa del Galibier con cui ha conquistato la maglia gialla e quindi il Tour del 1998. L’ultimo centrato da un corridore italiano.

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Pubblicato il 14 Febbraio 2012
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