Una petizione per la biblioteca
Dopo la chiusura temporanea della struttura civica di Piazza San Lorenzo, i Giovani Comunisti spiegano di aver già raccolto cento firme per chiedere la sistemazione dopo anni di incuria
Dopo la chiusura
temporanea della biblioteca civica di Piazza San Lorenzo, ora gli utenti chiedono un intervento per una sistemazione complessiva della struttura. A lanciare la mobilitazione sono stati i Giovani Comunisti, che hanno promosso una petizione destinata all’amministrazione comunale. «Abbiamo raccolto un centinaio di firme» dice Francesco Ilardo, che sta coordinando l’operazione. «In biblioteca ci si conosce di vista e per nome, siamo un po’ un gruppo».
"Siamo studenti universitari e medi, semplici cittadini, vorremmo sottoporre alla Vostra attenzione lo stato in cui versa la Biblioteca Civica di Gallarate da noi frequentemente utilizzata. Riteniamo quell’edificio luogo privilegiato di cultura, luogo da preservare e sviluppare al meglio" dice il testo della petizione. "Ebbene, l’edificio versa in pessime condizioni, tanto che, a causa di progressive chiusure di parti dell’edificio giudicate inagibili, le stanze dedicate allo studio sono piccole ed insufficienti ad accogliere gli utenti, e la biblioteca, ci dicono, è satura e non è in grado di accogliere ulteriori libri e parte dei volumi custoditi non sono rintracciabili".
Il problema è di vecchia data, tant’è vero che ormai da qualche anno si discute su un trasferimento della biblioteca a Palazzo Minoletti, l’ex palazzo delle imposte dirette in piazza Garibaldi, anche se l’amministrazione comunale guidata da Edoardo Guenzani ha messo in dubbio la soluzione (peraltro già contestata in passato da una parte del centrosinistra e di "addetti ai lavori" che ritenevano la struttura inadatta ad una biblioteca). E non sarà facile farlo ora, in condizioni di difficioltà economica, come sottolineano gli stessi promotori della petizione: "Siamo coscienti della situazione in cui versano gli Enti Locali, leggendo i quotidiani locali apprendiamo dello sperpero perpetrato dalle precedenti Amministrazioni, così pure sappiamo che un Ministro della Repubblica, in carica fino a poche settimane fa, affermava che ‘con la cultura non si mangia’, ma riteniamo invece che la Cultura ed i suoi luoghi siano da conservare al meglio rendendoli aperti ed usufruibili perché anche la Cultura è un Bene comune ed un investimento per il futuro, per il nostro futuro".
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