Pd: “Il comune deve intervenire contro la cava”

Dura presa di posizione del partito, una lettera pubbliche che accusa Palazzo Estense di essere stato troppo molle sulla vicenda delle escavazioni alla Bevera

La possibile riapertura della ex cava Coppa non è un solo un pericolo ambientale per Cantello ma è un’eventualità che preoccupa anche la comunità varesina. La ripresa dell’escavazione avrebbe infatti almeno tre gravi effetti: l’aumento del traffico pesante nelle vie cittadine causato dai mezzi della cava; lo scempio di una zona di pregio naturalistico alle porte di Varese; il probabile inquinamento delle falde da cui proviene gran parte dell’acqua potabile della città. Proprio per questo il Partito democratico è tra quanti, da anni e nelle diverse sedi istituzionali, stanno lottando più strenuamente contro la paventata ipotesi di riapertura prevista dal Piano cave provinciale.
Meno preoccupati e più “freddi” sulla questione sono invece sempre apparsi il sindaco Fontana e la maggioranza che lo sostiene, sia nell’attuale mandato amministrativo, sia in quello precedente, come dimostra la scelta, da noi pesantemente criticata, di non esprimere una posizione forte ed univoca della Giunta riunitasi il 14 febbraio scorso. Le divisioni interne alla maggioranza hanno prevalso, impedendo che una posizione decisa e risoluta dell’Amministrazione del capoluogo fosse
posta sul tavolo della Giunta regionale chiamata a decidere nei prossimi giorni sullo stralcio del progetto.
In piena continuità con l’impegno fin qui profuso per fermare la riapertura della cava e spingere l’Amministrazione di Palazzo Estense ad impegnarsi in ogni modo in questo senso, chiediamo quindi che il Comune di Varese intervenga con la massima urgenza e, comunque, in tempo utile per la discussione del ricorso davanti al Consiglio di Stato proposto dalla Provincia (la camera di consiglio è fissata per i primi di aprile) e al Tribunale amministrativo regionale a sostegno delle tesi della Provincia di Varese.
Il Codice del Processo Amministrativo prevede infatti la facoltà di intervenire nei giudizi pendenti a tutti i soggetti in qualche modo interessati all’esito del giudizio. Stupisce e sorprende che il Comune di Varese, a quanto risulta, non abbia ancora provveduto in tal senso.
Per le ragioni sopra espresse è indubitabile che l’interesse del Comune di Varese sia quello di impedire la riapertura della cava che avrebbe, come detto, conseguenze significative sulla popolazione e sull’ambiente.
Il mancato intervento del sindaco e della giunta nei giudizi rappresenterebbe una forma di tacita adesione all’avvio dell’attività estrattiva. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 marzo 2012
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