La piazza della Cgil chiede al governo equità e sviluppo
"Abbiamo assistito agli operai sulle gru, nelle ultime settimane abbiamo visto gli imprenditori che si suicidano": di fronte al quadro drammatico il sindacato chiede misure concrete a più attenzione sul lavoro
Misure per lo sviluppo e l’equità, subito: è il primo messaggio che viene dalla piazza di Gallarate, dove la Cgil ha raccolto delegati e lavoratori da tutta la provincia per lo sciopero generale. Seicento persone in piazza, tutte le categorie rappresentate, dai metalmeccanici alla funzione pubblica, ai lavoratori dell’aeroporto di Malpensa. «Lo sciopero ha l’obbiettivo di mettere al centro i temi del lavoro e dello sviluppo, che sono la parte carente dell’iniziativa del governo» spiega Stefano Landini, segretario regionale della Cgil, che ha iniziato la sua storia di sindacalista nella zona dell’Alto Milanese, a Legnano. «Abbiamo deciso di trovarci a Gallarate perché è un posto di forte insediamento industriale, mantenuto nonostante la crisi: vogliamo l’allargamento degli ammortizzatori sociali, la modifica delle parti più inique della riforma delle pensioni, un intervento sulla precarietà che permetta ai giovani di sbloccare l’ascensore sociale ed avere una vita lavorativa più serena».
La preoccupazione è forte, di fronte ai numeri drammatici
(disoccupazione al 7,7%, disoccupazione giovanile al 30%, quella femminile al 9,5%) e anche di fronte ad una politica che non riesce ad occuparsi davvero dei temi del paese. Il paese reale però soffre davvero, il messaggio arriva a più riprese dal palco: «Abbiamo assistito agli operai sulle gru, nelle ultime settimane abbiamo visto i suicidi di piccoli imprenditori, pensionati e lavoratori» attacca dal palco Landini, davanti a tanti lavoratori italiani e stranieri insieme. «Berlusconi ci ha portato sull’orlo del baratro, ma a Monti piace vincere facile toccando i diritti e le pensioni».
A ricordare il peso della crisi a livello locale ci pensa
Franco Stasi, segretario provinciale della Cgil (a sinistra nella foto, mentre parla il delegato Fiom alla Whirlpool Matteo Berardi): «L’ultimo sciopero generale l’avevamo fatto ai primi di settembre, una grande manifestazione riuscita a Varese. Oggi abbiamo scelto Gallarate perché i problemi si sono aggravati ulteriormente: Gallarate è una delle città più colpite nei settori occupazionali e anche nelle ripercussioni su lavoratori interessati da ultima riforma pensionistica e che oggi non hanno pensioni e non hanno più nemmeno lavoro». Sono i cosiddetti "esodati", quelli che rischiano di pagare più cara (insieme ai giovani precari) la crisi e anche le scelte governative: «Noi ci stiamo battendo per gli esodati, soluzione di equità per articolo 18, per un segnale di attenzione alla politica sui temi del lavoro».
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