Chi vuole silurare l’ospedale di Varese
Il cronista Piefausto Vedani mette a confronto passato e presente dell'ospedale del Circolo e il suo PS e auspica un ritorno all'eccellenza del presidio varesino
Sono invadente, lo so, ma dopo la lettura delle cifre sintesi dell’attività di un giorno del Pronto Soccorso, quasi un bilancio di una vittoria firmato Diaz, non ho potuto fare a meno di acchiappare il computer e ricordare a voi amici lettori che nei miei dieci anni di cronista in Pronto Soccorso
furono accolti e curati in genere 150- 200 pazienti al giorno, con punte di 300 o addirittura 350. Posso fare delle cifre perché erano gli stessi medici a redigere documentazioni e statistiche trasmesse poi in amministrazione.
Il servizio al PS era svolto da 12 medici. e 18 infermieri, c’era un’astanteria con una dozzina di letti, per i ricoveri non c’erano problemi perché l’ospedale aveva 1200 posti letto.
Oggi il personale medico e paramedico è raddoppiato, ci sono pazienti che spesso sostano in Pronto Soccorso diversi giorni prima di poter accedere al reparto loro assegnato. Dal momento che questi medici e infermieri lavorano forte e che l’assistenza ai pazienti è buona e supportata da tecnologie moderne, sembra impossibile il risultato negativo di un confronto con il passato.
In realtà a creare la incredibile contraddizione è stato l’avvento di una nuova cultura – espressione di diverse concezioni e modalità dell’assistenza- ispirata e messa in pratica non dai tecnici veri, i sanitari, ma dalla politica e dall’altro italico male antico, la burocrazia.
Oggi il PS del Circolo è un ospedale nell’ospedale, costa sacrifici a chi ci lavora, tradisce a volte le attese dei cittadini, continua- come qualsiasi altro ospedale- a richiedere nuovi investimenti non sempre per un gigantismo comunque senza fine, ma per ridare equilibrio ai dissennati tagli imposti da una concezione aziendale che ricorda le ferriere.
Uno Stato, una regione hanno il diritto di non buttare i soldi dalla finestra amministrando la salute dei cittadini, ma hanno il dovere di garantire un servizio efficiente: la sanità è il primo e più importante.
La Regione Lombardia ha fatto strage di posti letto al “ Circolo” dove oggi vengono spacciati per reparti luoghi di degenza e cura dalle dimensioni di un rifugio alpino.
La Regione intanto investe capitali per il progetto Del Ponte, che è nobile, ma una volta realizzato il nuovo edificio sarà il tempo dell’opera più importante, la nuova modernissima e costosa struttura sanitaria, medici compresi, completamente autonoma rispetto al “Circolo”.
Probabilmente nemmeno il Del Ponte sfuggirà ai tagliatori di teste milanesi che tra l’altro con il loro progetto di “nanoCircolo” danneggiano pure l’Università che potrebbe non essere più attrattiva come in passato per docenti di eccellenza.
Al Pronto Soccorso, è l’ultima novità, come per altri ospedali avremo spazi per le visite meno urgenti, si cerca cioè di tamponare una delle tante falle che qui da noi regolarmente si aprono.
Il reparto certamente non farà la fine del Titanic, ma si può ipotizzare che riavremo PS e “Circolo” in linea con la loro grande storia solo quando ad affondare saranno uomini e idee che da anni sembrano quasi suggerire quella che evidentemente ritengono una impresa grande e necessaria:
silurare l’ospedale varesino. Non si spiega diversamente il fatto che solo il nostro nosocomio con una frequenza insopportabile appaia nella colonna infame dei mass media varesini e dell’Alto Milanese.
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