Cimberio travolta in gara1. Playoff subito in salita

Sotto 30-5 dopo un solo quarto, i biancorossi non riescono mai a impensierire i campioni d'Italia (92-57). Prova disastrosa per Stipcevic e Goss. Sabato si gioca ancora in Toscana (diretta RaiSport)

Dal nostro inviato – Bisogna ricorrere a parole cantate oltre quarant’anni fa da Sergio Endrigo per provare a raccontare – senza cadere nello scurrile – l’esordio della Cimberio nei playoff scudetto 2012. «La festa appena cominciata è già finita» sospirava lo chansonnier istriano: una strofa che bene si addice alla partita disputata dalla formazione di Recalcati, sotto di 25 (venticinque!) punti dopo soli 10′ di gioco.
A voler essere cattivi (o realisti), la frase di Endrigo potrebbe già essere estesa all’intera serie data la differenza di valori che si è vista tra i campioni d’Italia e i biancorossi, i quali sabato sera in gara 2 (sempre a Siena, diretta tv su RaiSport) sono chiamati a una prestazione d’orgoglio. Ma visto che nei playoff ogni gara fa storia a sé e una sconfitta ha lo stesso valore con qualunque risultato, proviamo a dare credito alla Cimberio e ci auguriamo che il bis abbia un sapore diverso.
In casa varesina questa volta però non ha funzionato nulla. La principale arma della squadra di Recalcati, il tiro pesante, si è inceppata fin da subito con un 1/8 dall’arco nel primo quarto che ha contribuito a creare l’oceanico divario di 30-5 alla prima pausa. E mentre la Cimberio non ne ha azzeccata una i senesi trascinati da Andersen e dalla coppia d’esperienza Kaukenas-Thornton, hanno scavato il divario che si è subito rivelato definitivo.
Da lì in avanti la partita è servita soprattutto a ritrovare il ritmo agonistico e le situazioni di gioco dopo 10 giorni senza gare: impensabile che Varese riuscisse a rimontare o che Siena si imbalsamasse di colpo. La Cimberio ha provato a variare gli assetti in attacco visto il continuo disastro da tre e ha messo in campo un misto di orgoglio e nervosismo, cosa che ha portato a qualche scintilla in campo per dare un po’ di pepe alla serata. Ma dal punto di vista del risultato, nulla è cambiato sino al larghissimo 92-57. Trentacinque punti, con la sentenza d’appello rimandata a sabato sera.

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Montepaschi – Cimberio 92-57 4 di 4

COLPO D’OCCHIO – Non è certo torrido il clima che si presenta al PalaEstra e non solo per un meteo dalla temperatura bassa: il pubblico è discreto e nulla più anche se la curva dei Commandos è piena e rumorosa. Applausi per Recalcati che ha vinto da allenatore il primo scudetto della storia per la Mens Sana.

PALLA A DUE – Se Recalcati non ha particolari scelte da fare per compilare il roster (dentro Rannikko, in borghese Weeden), Pianigiani deve ricorrere al turnover per i suoi stranieri e sceglie l’esperienza di Kaukenas e Thornton oltre ai centimetri di Lavrinovic. La Cimberio comincia con Goss e Stipcevic in guardia, Kangur e Diawara in ala mentre Fajardo è il pivot, preferito a Talts.

LA PARTITA – L’equilibrio si spezza dopo non più di 4′ di gioco, non appena la Montepaschi dà la prima accelerata. Tap in di Thornton, tripla di Andersen, sei punti in fila di Kaukenas e per Varese è subito salita dura (17-5). Finita qui? Nemmeno per sogno: il parziale toscano arriva a 25-0, la prima sirena dice 30-5 (9 punti Andersen) e per la Cimberio si inizia a parlare di possibilità di segnare qualche record storico negativo. A tratti il primo quarto è imbarazzante, con Varese che sbaglia qualsiasi cosa (2-11 al tiro, 7 perse, 4 rimbalzi in meno dei rivali) e talvolta fatica a superare la metà campo.
Il sussulto fisiologico al rientro in campo per il secondo periodo è un minibreak biancorosso di 0-8 firmato da Diawara e Garri ma non appena Pianigiani chiama time out e torna a catechizzare i suoi, la partita torna saldamente nelle mani di Siena. I parziali servono solo a certificare l’andamento del match: l’intervallo arriva quando Varese ha segnato esattamente la metà dei punti dei rivali, 44-22, e un principio di zuffa tra Fajardo e Andersen (ci sarebbe piaciuto vederla prima, a partita aperta) è l’unico episodio capace di ravvivare un po’ l’ambiente.
Nella ripresa poco da segnalare: la Cimberio ha provato, qualche volta con successo, a cercare alternative in attacco con qualche buon movimento sulla linea di fondo (lampi di Kangur e Diawara, beccatissimo dai tifosi locali) ma ha continuato a tirare malissimo. Inoltre Recalcati ha dovuto fare i conti con una partita inguardabile da parte di Stipcevic e Goss, deficitari tanto per sé quanto per gli altri (7 punti, 0/8 da 3 e 1 assist in due…).

IL FINALE – Il copione non è cambiato neppure nell’ultimo quarto quando Pianigiani ha dato spazio a tutti i propri giocatori a eccezione di Lechthaler ma non ha calato l’intensità del suo gioco. Il divario è così variato tra i trenta e i quaranta punti di divario, appena arrotondati dalle due triple di Reati grazie alle quali la percentuale biancorossa è risalita a un comunque misero 17%. Nel dopo gara il tecnico di casa ha sottolineato che Varese non tirerà di nuovo così male in gara 2 e probabilmente ha ragione: fare peggio è davvero difficile.

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Pubblicato il 17 Maggio 2012
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