La stretta del credito la combattiamo con i bandi

Confesercenti annuncia due iniziative per i propri associati: tre milioni (a livello nazionale) per la formazione anche individuale e un accordo con una società specializzata nei finanziamenti europei

Le banche non fanno credito alle aziende, nemmeno se hanno progetti interessanti o un presente contabile senza macchia. Non circola denaro, quindi non si erogano finanziamenti. E così le associazioni  di categoria si organizzano per rendere meno pesante l’effetto del cosiddetto credit crunch (stretta del credito), favorendo l’accesso a finanziamenti pubblici e bandi, da quelli locali fino a quelli europei, di cui spesso le imprese ignorano l’esistenza.
Confesercenti, in questo senso, ha presentato due iniziative: la prima riguarda il finanziamento che Fon.ter, fondo paritetico professionale costituito dalla stessa Confesercenti e Cgil, Cisl e Uil, intende destinare alla formazione. Si tratta di una bella somma, tre milioni di euro (a livello nazionale) destinati a quelle aziende, iscritte al fondo, che intendono realizzare piani formativi individuali, seminari formativi, informativi e di approfondimento, kit formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro per i propri dipendenti.
«La novità del bando – spiega Sergio Scaltritti, responsabile regionale della formazione per Confesercenti – è che si rivolge alle piccole e micro imprese, quindi con voucher destinabili  anche a un singolo dipendente». 
Per il proprietario di un bar formare un lavoratore sulla sicurezza, facendolo partecipare a un corso di formazione, puo’ costare fino a 2.500 euro. Si tratta, dunque, di un contributo che puo’ avere un certo peso perché andrà a incidere su bilanci di per sè già non corposi e ulteriormente impoveriti dalla crisi.
La seconda iniziativa consiste in un accordo con Europartners srl, società con sede a Milano specializzata nell’accesso ai bandi europei. Quindi, oltre alla formazione, l’associazione di via Mercantini punta anche ai finanziamenti di più ampio respiro indirizzati, ad esempio, alle start-up
(nuove imprese innovative) e per aziende di dimensioni più grandi rispetto al piccolo negoziante o ristoratore. «La nostra struttura – spiega Corrado Quartarone, socio di Europartners srl – non accompagna l’azienda in banca, ma nell’iter della partecipazione ai bandi europei che le aziende spesso non conoscono o che non sono in grado di istruire per la complessità delle pratiche, come ad esempio quella per accedere a "Credito adesso"». L’esempio riguarda un bando a sostegno delle pmi lombarde finanziato grazie a una linea di credito di 200 milioni di euro concessa dalla Banca europea di investimenti  (Bei) a Finlombarda, la finanziaria il cui capitale è interamente nelle mani della Regione Lombardia.
Se l’impresa vuole ottenere qualche finanziamento da Bruxelles, ma anche dalla Regione, deve dunque saper bussare nel modo giusto e alla porta giusta, ecco perché tutta la procedura di richiesta il più delle volte viene "appaltata" alle società di consulenza. Le stesse associazioni di categoria, come Confesercenti, hanno abdicato a questo servizio per i loro associati perché troppo oneroso, affidandosi a soggetti esterni che trattengono una percentuale, in genere più alta se il finanziamento è a fondo perduto e solo a risultato ottenuto. Si tratta infatti di un’obbligazione di risultato e non di mezzi. 
«È chiaro – conlcude Quartarone – che noi già nella fase di istruttoria diciamo se ci sono o meno i presupposti per ottenerlo». Già, perché il tempo è denaro.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 04 Maggio 2012
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