Leghisti giù, Pd e Pdl in festa

I lumbard ammettono la disfatta: i commenti di Roberto Maroni (Lega), Attilio Fontana (Lega), Fabrizio Taricco (Pd) Paolo Aliprandi (Pdl)

Chi vince, chi festeggia e chi deve fare una lunga riflessione. Musi lunghi oggi nella Lega Nord, il partito che, se venisse confermato il risultato di Meda, ha perso 7 ballottaggi su 7 al nord. La sconfitta di Tradate conferma il trend e in casa lumbard è una giornata nera, perché negli anni scorsi il carroccio aveva fatto man bassa degli enti locali, con una grande partecipazione sul territorio, tanti sindaci giovani e un potente voto d’opinione. «Mi dispiace molto per il risultato di Tradate – commenta a caldo il sindaco di Varese Attilio Fontana – conosco Crosta e lo stimo molto. Per noi è andata abbastanza male, ma ci si poteva aspettare che andasse anche peggio visto la situazione. Ci sono i fatti che vengono messi in circolazione di continuo e gli attacchi che stiamo subendo. Insomma, era difficile pensare che potesse andare bene».

Molti dirigenti hanno il telefono staccato in queste ore. E c’è invece chi affida a facebook lo sfogo e la delusione come Stefano Gualandris, consigliere provinciale: «Che figura di merda… forse un pò tutti, colonnelli in primis, dobbiamo farci un pò di autocritica e non cercare responsabili».
E da facebook arriva anche il commento dell’onorevole Roberto Maroni che cerca di risollevare il morale alla truppa: «La sconfitta ai ballottagi è pesante e dolorosa – scrive l’ex ministro dell’interno – ma non imprevista, dopo le tonnellate di fango che ci hanno colpito negli ultimi giorni con le note vicende giudiziarie. Ora la bufera è passata, è finita la traversata del deserto, adesso possiamo e dobbiamo ripartire con più forza di prima. Tutto passa dai congressi di giugno: parte la nuova fase, parte il ricambio generazionale, con nuove idee, nuove proposte, rinnovato entusiasmo. Largo ai giovani, largo a Matteo Salvini e Flavio Tosi. Io sono ottimista. E sono determinato a dare il massimo per riportare la Lega ad essere di nuovo protagonista».

Il Partito Democratico avanza a Tradate, grazie all’indipendente Laura Cavalotti, anche se il segretario provinciale Fabrizio Taricco sperava di vincere a Cassano Magnago, dove il candidato Mauro Zaffaroni è uno dei leader locali del partito: «Tradate è un grande risultato – osserva – che premia il lavoro fatto dalla squadra di Laura Cavalotti, che sarà un ottimo sindaco. Il Pd ha contributo moltissimo alla vittoria. Ci ha sorpreso invece il risultato di Cassano, perché i numeri del primo turno erano importanti. Zaffaroni ha fatto un grandissimo lavoro e io lo ringrazio a nome del Partito Democratico. La sua è stata una campagna moderna e innovativa, giusta per questa città, che evidentemente non l’ha saputa comprendere».

Il Pd governa in sempre più comuni: «Continua il trend positivo – osserva Taricco – partito con le amministrative dello scorso anno. La geografia politica di questa provincia sta cambiando e in modo sempre più radicale, e il Pd farà valere sempre di più la sua forza. La nostra bravura? Abbiamo sappiamo presentare dei buoni candidati».

Il coordinatore provinciale del Pdl Lara Comi è soddisfatta: «Sono felicissima di questo risultato, Nicola è stato bravo. E direi che si può vincere anche con il simbolo Pdl. Comunque in questa tornata elettorale ha premiato molto il voto alle liste civiche. Noi ne abbiamo sostentute molte e abbiamo fatto eleggere diversi nostri  assessori».

Il Pdl ha vinto a Cassano Magnago grazie all’ex assessore allo sport, Nicola Poliseno. Il coordinatore provinciale vicario, Paolo Aliprandi, esalta la vittoria nel suo comune, dove a sua volta è assessore: «Abbiamo vinto a Cassano perché siamo stati per 15 giorni in mezzo alla gente – afferma – abbiamo dialogato con gli elettori della Lega, e abbiamo fatto sentire la nostra vicinanza a tutti i cittadini che non avevano votato per noi. I numeri danno una lettura sinfonica della situazione e parlano chiaro. Zaffaroni ha preso 4135 al primo turno e 4.180 al secondo turno. Cioè si è portato a casa i suoi voti. Poliseno aveva 3.375 voti al primo turno e ne portati a casa 4.665 al secondo turno. Ci sono 1.300 voti in più, da dove arrivano? Magari da liste più piccole, ma di certo dall’elettorato leghista e forse anche da qualche astenuto tornato ai seggi».
Aliprandi è ottimista sulla tenuta del suo partito: «Il Pdl in provincia non può dormire sonni tranquilli – spiega il dirigente provinciale – ma ha dimostrato di avere una credibilità e ha ancora parecchio da spendere. Vorrei sottolineare inoltre che la nostra presenza nelle liste civiche nei piccoli comuni, ha dimostrato che un c’è un consenso di centrodestra che va oltre il Pdl stesso».
 

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Pubblicato il 21 Maggio 2012
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