Vi ricordate Malori? È la nuova maglia rosa
Il parmigiano vinse il primo oro, a cronometro, di Varese 2008. Secondo dietro al fuggitivo Rubiano, ora è in testa al Giro d'Italia. Basso sicuro in testa al gruppo
A Varese gli appassionati di ciclismo e di sport si ricordano bene di Adriano Malori. Il giovane parmigiano, di classe 1988, vinse il primo oro assegnato ai Mondiali 2008 disputati nella nostra città demolendo tutti gli avversari nella cronometro under 23. Oggi il corridore della Lampre-Isd ha aggiunto una nuova perla alla sua ancora breve carriera e per la prima volta ha indossato la maglia rosa di leader del Giro d’Italia.
Sul traguardo di Porto Sant’Elpidio Malori ha chiuso al secondo posto alle spalle del colombiano Miguel Angel Rubiano Chavez, autore di una fuga solitaria nell’ultima parte della sesta tappa e meritatamente vincitore per la felicità del suo ds Gianni Savio e dello sponsor di Angera Mario Androni. Rubiano ha anche guadagnato la maglia di leader degli scalatori ma nel confronto a distanza con gli ex compagni di fuga non è riuscito a vestirsi di rosa. Malori invece, fiutata la possibilità, si è messo al comando degli inseguitori e nella volata per la piazza d’onore ha battuto il polacco Golas (Omega Pharma) che in caso di abbuono avrebbe conquistato la testa della classifica.
Non è però dato sapere se questo bel numero di Malori sia piaciuto alla sua squadra: la Lampre-Isd infatti è il team di Michele Scarponi e Damiano Cunego, capitani che potrebbero non gradire la necessità di far lavorare i gregari per tenere la maglia rosa, in vista delle frazioni più impegnative della gara. Le prime parole di Scarponi ai microfoni Rai però sono state di complimenti verso il giovane talento di Traversetolo.
A proposito di capitani, oggi nuova prova convincente di Ivan Basso e della sua Liquigas-Cannondale: il varesino ha spesso chiesto ai propri compagni di comandare il gruppo degli inseguitori per controllare la situazione e non rischiare di finire nelle posizioni arretrate del plotone. Un buon segnale anche se le montagne sono ancora lontane; la tappa odierna però è stata decisamente impegnativa per via di caldo e altimetria. Ai quattro gran premi della montagna previsti infatti, si sono aggiunti i diversi strappi nel finale, nella zona di Montegranaro, che hanno reso la tappa simile alle classiche del Nord caratterizzate dai "muri". In diversi ne hanno fatto le spese a partire da Ramunas Navardauskas, la ex maglia rosa che alla lunga si è staccato finendo lontano dai primi. In difficoltà anche uno dei migliori scalatori, il francese Gadret della Ag2r; idem per i velocisti, costretti a uno sforzo supplementare per evitare di arrivare fuori dal tempo massimo.
Si sono invece ritirati l’ex iridato norvegese Thor Hushovd e lo spagnolo Pablo Lastras, quest’ultimo caduto paurosamente nella discesa del Passo della Cappella.
Sabato il Giro si sposterà da Recanati a Rocca di Cambio con un arrivo praticamente in salita, posizionato a meno di tre chilometri dal Gpm di seconda categoria. L’Appennino e il caldo possono fare ancora selezione, magari non tra gli uomini di classifica, sicuramente per una parte del gruppo. Anche per questo Basso, Scarponi, Schleck e gli altri grandi non dovranno mai abbassare l’attenzione.
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