Fatturavano ai morti per evadere il fisco, 13 arresti
L’operazione “Balck iron” riguarda un giro di metalli che ha visto coinvolte una ventina di aziende del Nord Italia. Sequestrate ville a Courmayeur, Ferrari e una Lamborghini Gallardo
Frodavano il fisco emettendo fatture destinate a ignari pensionati o addirittura a persone passate a miglior vita. Ma non per accumulare soldi da destinare al buen ritiro, bensì per spendere tutto in bella vita, comprare ville a “Curma”, Ferrari e Lamborghini.
È questo il quadro emerso da un’inchiesta della Guardia di Finanza di Como che da tempo stava indagando su un traffico di scarti di metalli ferrosi.
Per questo è ancora in corso l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, in tutto 13, e di 23 perquisizioni domiciliari e di sedi societarie oltre al sequestro di numerosi beni immobili, auto di lusso e conti correnti per 18 milioni.
Ma cosa hanno scoperto i finanzieri comaschi?
Secondo quanto affermato nei provvedimenti emessi dal G.I.P. Nicoletta Cremona, le indagini hanno permesso di ricostruire un complesso meccanismo fraudolento messo in atto tra il 2009 e il 2010 da un’azienda comasca operante nel settore dei metalli ferrosi, realizzato attraverso l’emissione e l’annotazione, da parte di società riconducibili agli indagati, di centinaia di “autofatture” false intestate a soggetti privati (nella maggior parte dei casi persone decedute o semplici pensionati assolutamente inconsapevoli), attestanti scambi commerciali di migliaia di tonnellate di scarti di ferro, lamiere ed ottone mai avvenuti.
«Questo artificio – spiegano i militari – permetteva ai reali fornitori (società commerciali realmente esistenti coinvolte nella frode) di cedere il materiale “in nero”, cioè in totale evasione d’imposta, ad altre aziende interessate dalla frode fiscale».
A rendere particolarmente insidioso il sistema fraudolento è stato il continuo e massiccio uso di denaro contante per pagare le cessioni “in nero”, circostanza che ha reso particolarmente arduo il compito di ricostruire con esattezza le reali operazioni commerciali poste in essere.
Un altro importante fatto emerso dalle indagini è che i reali destinatari della merce venduta “in nero”, nella maggior parte dei casi erano privi delle autorizzazioni ai fini ambientali che la legge prevede in capo agli operatori del settore.
Fino ad oggi, e salvo il successivo naturale sviluppo ai fini fiscali delle indagini penali, che comunque ancora proseguono, le cifre della frode sono rilevanti: sono stati individuati elementi di reddito sottratti a tassazione per 57 milioni di euro, e fatture false per un totale di 31 milioni di euro.
Le società complessivamente coinvolte sono 20, tutte con sede nel nord del Paese, tra Lombardia, Piemonte e Veneto.
Il patrimonio sottoposto a sequestro si compone di 9 immobili residenziali (tra cui abitazioni di pregio a Courmayeur, Valtournenche, e Camogli), 2 stabilimenti industriali, 60 automezzi commerciali, 20 autoveicoli e 75 conti correnti bancari e postali, per un valore complessivo pari ad oltre 18 milioni di euro.
Tra le autovetture sequestrate, fanno bella mostra di sé una Ferrari F430 ed una Lamborghini Gallardo, che il titolare della principale azienda coinvolta aveva presumibilmente acquistato con i proventi della frode. La Ferrari era stata negli ultimi giorni delle indagini intestata ad una società rumena, ma l’espediente non ne ha impedito il sequestro.
I reati a vario titolo contestati sono l’associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e l’emissione ed utilizzo di fatture false, oltre alla violazione della normativa ambientale.
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