Il Varese cade nel finale (3-2): a Masnago serve una vittoria

I biancorossi rimontano due volte il vantaggio blucerchiato con Rivas e De Luca ma a 10' dalla fine vengono trafitti da Gastaldello. Decisiva l'assenza di Terlizzi, infortunatosi nel riscaldamento. Ma non è finita

Da uno dei nostri inviati – Serivirà tutto il ruggito di Masnago per centrare il sogno Serie A. Sabato sera al “Franco Ossola” il Varese avrà bisogno di una vittoria con qualsiasi punteggio per ribaltare il 3-2 subito a Marassi in una sera dove i biancorossi hanno confermato ciò che si sapeva, e cioé che la squadra di Maran non è inferiore a nessuno, nemmeno alla blasonata Sampdoria.
A Genova finisce con tutto il pubblico blucerchiato (quasi 28mila: qui dicono «come per il preliminare di Champions…») in piedi a sventolare bandiere, con i volti che hanno ripreso colore solo dopo la seconda rete di Gastaldello, l’unica che il Varese non è riuscito a rimontare: già, perché fino a lì Neto e compagni avevano reagito alla grande in occasione dei due vantaggi doriani pareggiando con Rivas e De Luca nel giro di pochi minuti. Tutto questo in una sera dove tutto quel che poteva andare male lo ha fatto a partire dal riscaldamento, quando Maran ha perso per infortunio Terlizzi, il più insostituibile dei suoi uomini. La sua assenza si è fatta sentire in occasione delle due reti nate da calcio d’angolo e ha condizionato anche la prova di Troest, colpevole sul secondo gol e squalificato per la gara di ritorno.
Tra le cose andate male c’è infatti anche la situazione dei cartellini visto che pure Zecchin non ci sarà, ma sulla gestione delle ammonizioni (e su altro) non è innocente l’arbitro Giacomelli che ha sventolato cinque “gialli” al Varese contro uno solo alla Samp, i cui giocatori sono spesso stati liberi di protestare e simulare.
A Varese Maran dovrà fare i miracoli per schierare una formazione equilibrata, ma a questo punto non è più tempo di fare calcoli: chi sta bene giocherà e getterà il cuore oltre ogni limite, perché tutto è ancora aperto. Come urlò Buzzegoli alla curva due anni fa, dopo la sconfitta di Cremona: «Tranquilli, ce n’è ancora una». E quell’una si giocherà davanti a diecimila persone a Masnago.

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COLPO D’OCCHIO – Tutta un’altra atmosfera rispetto a Verona, e non per il calore del pubblico (torrido anche a Marassi) quanto per la cornice decisamente meno pericolosa rispetto al Bentegodi. Sugli spalti arrivano in 27mila per rimandare in A la Samp, ma i 1.800 biancorossi chiusi in una gabbia di plexiglass hanno il medesimo sogno per il Varese e lo cantano a gran voce. Prima del via omaggio alla Serie B con un gruppo di ragazzi vestiti con le 22 divise delle squadre partecipanti e spettacolo di cheerleaders ad addolcire l’ambiente.

CALCIO D’INIZIO – Tocca a De Luca affiancare Neto Pereira nell’attacco del Varese: Maran tiene infatti in panchina Granoche e dà fiducia al bomber del Montello. Sulle fasce il tecnico opta per Rivas e Zecchin oltre a confermare il ritorno da titolare di Grillo. Tegola imprevista nel riscaldamento: il Varese perde Terlizzi per un guaio muscolare e al suo posto viene schierato Camisa. In casa doriana Iachini preferisce schierare Foggia alle spalle delle punte (i temuti Pozzi ed Eder) al posto dell’ex bresciano Juan Antonio.

IL PRIMO TEMPO – Due folate della Samp nell’area varesina aprono il match e consentono a Camisa di mettersi subito in clima con la respinta ravvicinata sul tiro di Munari. Il Varese però non rinuncia a giocare e così i biancorossi si proiettano avanti con le giocate di Rivas e Kurtic e un paio di cross di Cacciatore. Al 9′ è Eder a mettere i brividi con una punizione deviata in corner dalla barriera; stessa solfa al 14′ quando il calcio da fermo è di Foggia e sulla ribattuta arriva un tiro alto di Renan. Intorno al 20′ però, dopo uno strano rimpallo di Corti che costringe Romero al tuffo, la Samp crea tre occasioni e alla fine passa in vantaggio. Il fortino regge (bravo Grillo) sul primo tentativo di Eder imbeccato da Pozzi e sul successivo corner, però sulla seconda battuta dalla bandierina Camisa lascia solo Gastaldello al limite dell’area piccola e il difensore di testa sigla l’1-0.
Ma da una doccia fredda simile nasce una risposta immediata e cioé il pareggio del Varese con Rivas (foto di S. Raso). Al 25′ l’argentino entra in possesso di palla sulla sinistra, si accentra in dribbling su Rispoli e scarica un destro angolato che fa secco Romero (1-1). La rete placca in parte la spinta blucerchiata anche se la squadra di Iachini prova a ripartire ogni volta che recupera palla; nel Varese c’è parecchio lavoro di Neto che però è spesso troppo arretrato, così De Luca rimane isolato e non riesce a sfruttare l’unica palla ricevuta in area (33′).
Giallo pesante poco dopo per Troest che ferma fallosamente – secondo l’arbitro – Foggia e viene ammonito: salterà il ritorno. Il Varese non si fa intimorire, affida spesso la palla ai piedi eccelsi di Neto e Rivas e si rifà pericoloso con una punizione dal fondo conquistata da Kurtic e battuta da Zecchin sulla quale la difesa sventa. Si va al recupero con un corner per il Doria respinto da Corti e un tiro di Kurtic bloccato da Romero.

LA RIPRESA – Quel che il Varese non si aspetta è di andare sotto nel punteggio appena iniziata la seconda frazione: passano 2′ e un pallone lungo viene controllato da Troest di fatto stoppa la sfera e favorisce Pozzi il quale trova un diagonale vincente. La sberla pare difficile da assorbire e allora la Samp ci riprova con un destro di Eder su cui Bressan fa buona guardia.
Per ammazzare il Varese però ci vuole altro e così al 10′ il punteggio torna in equilibrio con la rete del 2-2 che è una “classica” puntura di De Luca. La zanzara avvia l’azione fermata una prima volta dalla difesa, Corti è bravo a recuperare e servire sulla destra Neto che trova l’assist per il giovane centravanti implacabile dal cuore dell’area (foto di S. Raso).
Iachini cambia allora due uomini e inserisce Soriano e Juan Antonio per Munari e Foggia. In casa genovese affiora un po’ di stanchezza (sintomatico un pallone perso da Rossini che per poco non causa guai grossi) e allora Maran prova a dare forze fresche con l’ingesso di Martinetti e Nadarevic per Neto e Rivas. Al 29′, dopo diversi minuti di stallo, la partita si riaccende all’improvviso a causa di un pallone che filtra da sinistra e finisce tra i piedi di Soriano che grazia il Varese con un tiro alto da ottima posizione. Al 31′ Iachini si gioca anche la carta Pellé togliendo Obiang, ottimo a centrocampo finché ha avuto fiato. Poco dopo De Luca resta a terra e Maran lo sostituisce con Damonte, ad infoltire la mediana.
Quel che però Maran non può fare è risolvere il problema a centro area e così la Samp segna il terzo gol nel medesimo modo con cui aveva fatto il primo: calcio d’angolo spiovente e inzuccata ancora di Gastaldello (35′) che manda in orbita la gioia di Marassi. Corner peraltro viziato da un fallo laterale assegnato a Grillo e poi cambiato a favore dei padroni di casa per motivi misteriosi (uno degli episodi che faranno arrabbiare Maran).
Nel finale c’è pure il giallo a Zecchin (questo è giusto) che toglie al Varese uno degli uomini migliori della serata: finisce dopo 5′ di recupero con il pubblico in festa. Ma se la Samp crede di passeggiare a Masnago, si sbaglia di grosso.

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Pubblicato il 06 Giugno 2012
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