La giunta tiene e passa il test del bilancio
La maggioranza del sindaco Cogliati vota compatta il rendiconto rivisto e le modifiche in materia di Irpef, Tarsu e Imu. Pesanti critiche dalle minoranze e dall'ex sindaco Ponti
La giunta tiene e vota compatta in Consiglio comunale. La maggioranza del sindaco Magda Cogliati ha passato mercoledì il test del bilancio, dopo lo stop della precedente seduta che aveva fatto vacillare il gruppo e portato alle dimissioni dell’assessore Giulio Alessandrini. Consiglieri e assessori hanno approvato un documento "rivisto" in alcune poste e in particolare nella contabilizzazione dei crediti verso il vicino comune di Taino. Un bilancio che non convince per niente l’ex sindaco e consigliere Vittorio Ponti nè il Gruppo unito di Minoranza (formato dai consiglieri Oggioni, Molgora e Diano) che hanno espresso voto contrario mentre Marco Brovelli, di A come Angera si è astenuto. «La giunta ci ha sottoposto un documento non valido – ha attaccato l’ex primo cittadino – un foglio informativo, utile senza dubbio ma nullo a mio avviso dal punto di vista legale. Il consiglio deve esprimersi solo su documenti ufficiali». Stroncatura sul documento sottoposto all’assemblea anche da parte del consigliere Molgora: «Vi avevamo chiesto di togliere i crediti vecchi e non esigibili e invece ne avete incrementato il valore aggiungendo voci rischiose al bilancio del comune. Inoltre resta il fatto che l’esercizio si chiude in perdita, fatto che dimostra che la vostra gestione non funziona ed è sbagliata». Scontro acceso anche sull’Imu e in particolare sulla proposta di alzare a 0.95 l’aliquota base, quella relativa alla cosidetta "seconda casa" ma che in realtà riguarda anche situazioni diverse: una scelta che il sindaco ha definito «di necessità per raggiungere gli obiettivi di bilancio. Non siamo sereni per questa decisione ma non abbiamo altra scelta, t tagli agli enti pubblici e i vincoli posti dal patto di stabilità non ci danno molti margini di manovra. Le tariffe – ha chiarito poi il sindaco – sono state fissate a questo livello ma potranno successivamente essere riviste, anche in base alla consistenza del gettito della prima rata». Unanime, su questo punto la posizione delle minoranze: «La scelta più saggia – ha dichiarato Oggioni – sarebbe stata un’altra ovvero quella di mantenere invariate le tariffe in questo primo momento o almeno finché non si saprà quanto della prima rata versata dai cittadini rimarrà nelle casse del comune».
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