La Regione in aiuto dei comuni per la spesa sociale

L'assessore Boscagli ha annunciato che sono in arrivo 70 milioni di euro per aiutare le amministrazioni a gestire il bisogno. Avviate le consultazioni per un nuovo Welfare regionale

Giulio BoscagliLa popolazione invecchia. La crisi economica colpisce. Il costo della vita è in crescita. Il sistema del welfare italiano attraversa una fase delicata: a fronte di un aumento delle richieste, si contraggono i fondi. 
La Regione Lombardia ha deciso di intervenire sul sistema sociale per venire incontro alle carenze del modello ormai datato. Per farlo, però, ha avviato una serie di consultazioni con gli attori nelle singole province. Così, questa mattina, nella sede territoriale di viale Belforte è giunto l’assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Giulio Boscagli che ha incontrato rappresentanti dell’Azienda sanitaria, dell’ospedale, del Comune, dei sindacati ma anche esponenti del terzo settore per capire esigenze e modelli di gestione delle problematiche sociali. Le parti hanno sottoscritto un "Patto per il Welfare" che stabilisce principi e azioni per la riforma complessiva del settore. Il modello metterà al centro l’individuo e la famiglia come centro dei bisogni. 
Il protocollo parte da sette punti principali: la centralità della famiglia, il passaggio dall’offerta alla domanda per rendere il cittadino più consapevole e determinato a chiedere un aiuto che soddisfi al meglio la sua necessità ( attraverso i buoni, i voucher sociali e sociosanitari e le doti), il fattore famiglia lombardo che permettere un calcolo dell’Isee" che parta dal reddito e dalle condizioni di vita reali, la semplificazione, con un’accessibilità ai servizi sociali e sociosanitari diretta, l’integrazione, attraverso la "dote welfare", la sussidiarietà, dove concorrono diversi attori sia pubblici sia privati sia come progettisti che come produttori e finanziatori, l’inclusione sociale per implementare l’imprenditorialità anche privata del terzo settore con un’adeguata razionalizzazione normativa. 

Il sistema in discussione, comunque, non si sostituirà i Piani di Zona che rimarranno uno strumento di programmazione sociale e socioassistenziale in campo ai comuni: « Questi tavoli non perderanno il lavoro di regia – assicura l’assessore – ma dovranno assumere concretamente il ruolo strategico di programmazione che oggi non sempre si vede. Occorre investire maggiormente: da parte della Regione Lombardia è assicurato il contributo di 70 milioni di euro del fondo sociale. È stata una precisa volontà della giunta Formigoni dare ossigeno a un settore così delicato, preferendolo ad altri. Il problema è che questo contributo è una goccia delle necessità del settore sociale che ha bisogno di ben altre risorse. I Comuni hanno voluto gestire il sociale e oggi sono in difficoltà a causa del patto di stabilità e di tutti i limiti imposti alla loro azione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 giugno 2012
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