Farisoglio: “Ora il polo chimico non è solo un problema nostro”

Da una parte il sindaco si allinea alla posizione dei colleghi confinanti ma dall'altra rilancia il problema del polo chimico e della sua bonifica: "Non può riguardare tutti solo se arriva un'industria chimica"

«Da adesso in poi il problema del polo chimico non sarà più solo di Castellanza e Olgiate Olona ma di tutta l’area che va da Busto fino a Legnano, compresa la Valle Olona». Fabrizio Farisoglio si adegua alle posizioni contro Elcon dei suoi colleghi Celestino Cerana di Marnate, Giorgio Volpi di Olgiate Olona, Alberto Centinaio di Legnano e Farioli di Busto Arsizio ma annuncia anche che già dalla settimana prossima si terrà un incontro tra i sindaci per «definire una linea politica e strategica sulla vasta area industriale ex-Montedison che oggi non è più solo un problema castellanzese ma di tutto il territorio». 
Il primo cittadino castellanzese rivendica di essere stato il primo a dire no ad Elcon motivandolo: «Alla prima conferenza dei servizi siamo stati l’unico ente ad approfondire davvero il piano presentato da Elcon e motivare la nostra contrarietà studiando le carte – ma poi ammette che – quel "no" è motivato anche dalla forte pressione dei cittadini che hanno manifestato apertamente la loro contrarietà a questo progetto». Farisoglio conosce bene l’industria chimica e sin dall’inizio si è opposto a chi aveva dichiarato la sua contrarietà senza conoscere bene i contenuti della proposta di Elcon ma, alla fine, ha dovuto allinearsi in nome della volontà "di rappresentare i propri cittadini". 

Infine il sindaco castellanzese si è soffermato sulla visita vera e propria del sito: «Abbiamo parlato con la proprietà che ci ha spiegato cosa si sta facendo sul fronte bonifiche – ha proseguito – da parte di Chemisol si è giunti al secondo dei tre livelli che compongono l’iter: è stata eseguita la caratterizzazione e l’analisi del rischio mentre manca la bonifica vera e propria. Da parte di Perstorp, invece, siamo ancora fermi all’analisi del rischio. Queste sono le due società che detengono 200 mila dei 260 mila metri quadri del sito». Dunque la situazione all’interno del polo chimico è ancora lontana dall’essere risolta definitvamente in quanto la stessa Chemisol puntava a cedere parte delle sue aree a Elcon, la quale garantirebbe la bonifica su tutta l’area. Il vero problema lo pone ancora il sindaco: che fare se non arriva Elcon? «Questo è il vero quesito che metterò sul tavolo dell’incontro con gli altri sindaci – conclude – perchè dire no è sempre facile, ma fatta una scelta si pone il problema di quelle successive». Tra le ipotesi in campo ci potrebbe essere anche quella di cambiare il pgt appena votato che, in quella zona, prevede una continuità con gli insediamenti industriali.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 10 Settembre 2012
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