L’impresa della Grifola da 21 chili
Giuseppe, Pasquale e Salvatore svelano il segreto del maxi fungo dalle proprietà miracolose cresciuto intorno ad un castagno secolare
Una fortunata camminata quella che nei giorni scorsi che ha permesso a Salvatore Russo, Pasquale Scarabaggio e Giuseppe De Angelis di raccogliere un fungo reale dal peso record di 21 chilogrammi.
La Grifola frondosa (dal greco Grifos = intreccio e dal latino frondosus = con fronde) è un fungo non molto diffuso che cresce sotto gli alberi di castagno a fine estate e inizio autunno, ed appartiene alla famiglia delle Meripilaceae.
“Questo fungo cresce soprattutto sotto gli alberi di castagno e non è molto diffuso nel nostro territorio prealpino, ma è di ottima commestibilità e bellezza. Il fungo reale che abbiamo trovato pesa per l’esattezza 21 chili e 150 grammi, ed è cresciuto tutto intorno ad un secolare albero di castagno. Era molto bello anche da vedere, così esteso lungo tutta la base dell’albero. Questo non è un fungo che fruttifica tutti gli anni, quindi è ancor più gratificante il nostro ritrovamento”, raccontano Pasquale Scarabaggio e Salvatore Russo.
“Lo abbiamo trovato a Valduggia, un borgo di origine medioevale nella bassa ValSesia, in provincia di Vercelli. Siamo andati in cerca di funghi, ma non pensavamo di certo che avremmo trovato un esemplare così affascinante e particolare, viste le comprovate caratteristiche anti tumorali attribuitegli da numerosi studi medici. Per trasportarlo fino alla macchina abbiamo dovuto sezionare il fungo reale in varie parti e anche così sono stati necessari due viaggi a testa con i cestini, talmente era tanta la grandezza del fungo”, concludono i fortunati cercatori Pasquale, Giuseppe e Salvatore.
Infatti la Grifola frondosa raccolta dai tre fagnanesi, oltre a rappresentare un esemplare da record per quanto riguarda il suo peso e la sua dimensione eccezionale, è anche un fungo studiato in medicina in quanto ricco di minerali come il potassio, calcio e magnesio oltre a contenere varie vitamine (B2, D2 e Niacina), fibre e amminoacidi, ed è conosciuto dai ricercatori anche con il nome di Maitake.
Nel 2009, una sperimentazione umana phase I/II ha dimostrato che il Maitake stimola il sistema immunitario dei pazienti affetti da cancro polmonare.
Il fungo esplica i suoi effetti in quanto attivatore di alcune protezioni, come i macrofagi, le cellule Natural Killer, le cellule T, l’interleukina-1 e l’anione superossido, tutte quante con provate attività anti tumorali.*
Molti ricercatori hanno indicato che il fungo ha l’abilità di regolare la pressione sanguigna, il glucosio nel sangue, l’insulina, il siero del plasma sanguigno e la concentrazione dei lipidi nel fegato, il colesterolo, i trigliceridi, ed i fosfolipidi, e che può essere utile per ottenere cali ponderali o nelle situazioni di insulinoresistenza.
Nella Medicina tradizionale cinese e giapponese viene utilizzato da secoli per stimolare il sistema immunitario delle persone.
Ricerche svolte negli anni hanno dimostrato che l’uso culinario del Maitake ha un effetto ipoglicemico sullo zucchero nel sangue, grazie al fatto che il fungo contiene l’inibitore dell’alfa glicosidasi.
Già in passato Pasquale Scarabaggio aveva raccolto un fungo reale dal peso di 15 chilogrammi, e la divulgazione della notizia aveva suscitato attenzione da parte di alcuni ricercatori che lavorano in un centro studi di Milano.
“Mi piacerebbe donare una parte del fungo reale raccolto con gli amici a ricercatori operanti in campo medico che volessero studiare l’esemplare, con la speranza di aiutare la medicina a sviluppare ulteriori e differenti cure contro i tumori”, conclude sorridendo Pasquale Scarabaggio.
Un pensiero all’utilizzo sociale e scientifico di questo raro e pregiato esemplare di fungo che gli rende onore.
* Questa informazione è contenuta nella voce di wikipedia relativa al fungo
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