“Sciopero a norma di legge il problema è di chi non ascolta”
La categoria è priva di un contratto di lavoro rinnovato da ormai cinque anni nel corso dei quali sono stati fatti 12 scioperi nazionali. Il sindacato spiega: "non facciamo mobilitazioni con leggerezza e superficialità"
Filt/Cgil, sindacato confederale che ha dichiarato lo sciopero, le ragioni per le quali si è arrivati all’agitazione del 2 ottobre
Riceviamo e pubblichiamo:
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Mai il sindacato confederale ha dichiarato scioperi nazionali nei settori dei servizi pubblici con leggerezza e superficialità, soprattutto nelle grandi città.
Questa categoria è priva di un contratto di lavoro rinnovato da ormai cinque anni nel corso dei quali sono stati fatti 12 scioperi nazionali, tutti proclamati secondo le procedure complessissime e le leggi vigenti in questo Paese che limitano giustamente il diritto di sciopero nei servizi pubblici per tutelare chi li usa, ma non impongono di contro alle Aziende nessun obbligo verso i lavoratori. Quest’ultimo sciopero in particolare era stato indetto nel mese di Luglio in assenza di risposte da mesi, e da allora ne il Governo, che conosce bene i disagi che tali mobilitazioni provocano, ne le Associazioni delle imprese hanno pensato di doversi occupare del problema in un settore così delicato e importante per la vita del Paese.
Faremmo volentieri a meno di forme di protesta che intaccano il diritto alla Mobilità. Rimane da capire come difendere il diritto dei lavoratori ad un giusto contratto. Su questo ne le istituzioni ne le Associazioni delle imprese hanno mai dimostrato la voglia di trovare soluzioni. Troppo facile richiamare alla responsabilità solo e sempre i lavoratori. Un Paese è un Paese civile se garantisce il diritto di tutti. Le vere responsabilità stanno in capo ad ASSTRA e ANAV che tengono in ostaggio il settore occupate solo a difendere la loro posizione corporativa. Le imprese sane e serie come ATM escano da queste associazioni che non fanno altro che danneggiarle.
Lo sciopero di ieri non era diverso da tutti gli altri. Risulta evidente che ci sia stata nonostante l’ampio preavviso, una carenza di informazione che è legalmente responsabilità delle Aziende o perlomeno una sottovalutazione dell’adesione che invece si è verificata. In caso contrario non si spiegherebbe la presenza di un così alto numero di persone in MM in prossimità dell’inizio dello sciopero.
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