Alla Cimberio non basta l’orgoglio, con Venezia il primo ko interno

Vitucci può schierare solo 7 giocatori che lottano sino al 40' e rimontano più volte l'Umana. Nel finale però una tripla di Clark e una rimessa sbagliata sono decisive (83-85)

Si spezza ma non si piega la Cimberio di coach Vitucci, che perde per la prima volta in casa quest’anno per mano di Venezia (85-87) lottando però fino all’ultimissimo secondo di gioco. Per strappare i due punti ai lagunari, vera ammazzagrandi della Serie A (e poi trafitta spesso dalle squadre pericolanti…), sarebbe però servita una Varese perfetta nelle sue truppe ridotte all’osso dagli infortuni. Invece i passaggi a vuoto di Polonara e Talts o l’apporto altalenante di Sakota non hanno permessoai biancorossi di fare l’impresa. Anche perché, dalla parte opposta, gente come il polacco Szewczyk e il rientrante Clark hanno sciorinato prove mostruose: 49 di valutazione per il lungo, sei triple a segno per l’esterno, mattatore all’inizio (5/6 da 3 in 12′) e alla fine con la difficile bomba dopo il pareggio di Sakota a quota 78. La Cimberio ha faticato quando si è messa a zona e ha a propria volta subito le difese proposte di Mazzon; così sono state necessarie scelte personali per rimontare un divario arrivato anche a -14 e riaprire la partita. Green, pur talvolta fuorigiri, ha chiuso con 26 punti e 7 assist molti dei quali finiti nelle manone di Bryant Dunston, ancora decisivo in area. Le prove dei due americani (e di De Nicolao, 5/9 da 3) hanno trascinato un palasport ancora ben oltre i 4.000 spettatori, ma questa volta il miracolo non è riuscito. E del resto, con le assenze di Banks, Ere e Cerella le risorse a disposizione di Vitucci sono state davvero troppo risicate: solo sette i giocatori utilizzati, tre dei quali oltre 35′. Una situazione che si riproporrà tra una settimana quando al PalaWhirlpool arriverà un’altra brutta cliente come l’Enel Brindisi.

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Cimberio - Umana 85-87 4 di 18

COLPO D’OCCHIO – Il PalaWhirlpool è ancora una volta pieno per una partita interna della Cimberio, l’ultima di un girone di andata da incorniciare per i biancorossi. Masnago accoglie con un lungo applauso l’ex Kuba Diawara (foto a lato di S. Raso), forse il miglior biancorosso nella stagione passata. Commovente, a partita in corso, il ricordo di Cristiano Sole, tifoso varesino molto noto scomparso un anno fa.

PALLA A DUE – Tocca ad Achille Polonara occupare la posizione di ala piccola nel quintetto base, orfano di Ebi Ere che a sorpresa siede comunque in panchina. C’è anche De Nicolao al posto di Banks, a dividere la cabina di regia con Green. Mazzon propone in quintetto il pivot italiano Magro ma per il resto si affida a quattro stranieri.

LA PARTITA – La Cimberio prova a spaventare subito Venezia con un avvio rombante, 7-2 in 2′ e schiacciata sull’asse De Nicolao-Polonara. Gli ospiti però non si fanno impressionare e, pur con Magro già a due falli, rimontano in contropiede (Diawara sorpassa) e provano anche a scappare, complice una Varese che non trova le chiavi per aprire la zona. L’unico a produrre è Dunston, ma dalla parte opposta si scatena Clark (4/5 da 3) che regala ai suoi il vantaggio al 10′ (19-23).
Il peggio deve però ancora arrivare: l’americano ne mette un’altra e con Szewczyk spinge ancora lontano Venezia. La Cimberio non ci sta e replica più con i nervi che di tattica (Green, un canestro di Talts) tornando sino al -4, ma il lungo polacco ne segna 5 in fila. Ci si mette anche un arbitraggio in confusione (almeno un paio di fischi assurdi) e così la tripla di Sakota serve solo a respirare. All’intervallo è 42-51 con Szewczyk ad arrotondare il dato mostruoso delle triple veneziane: 8/12
Al rientro Magro commette tre falli in 2′ e arriva a cinque ma il punteggio resta fermo per 3′ quando è Diawara a segnare dall’arco e in schiacciata (42-56, timeout Vitucci). Varese, nonostante i diretti subiti in pieno volto, prova a risalire con Dunston e nonostante un Polonara in serata decisamente negativa. I punti del pivot e qualche buona difesa sull’uomo fanno riesplodere l’entusiasmo di Masnago, con tutto il pubblico in piedi pur nelle difficoltà; Green e Rush però sbagliano due liberi pesanti (52-60) e Venezia in un amen torna a +12. Vitucci prova il doppio pivot dopo una bomba di De Nicolao subito replicata da Szewczyk e la mossa contribuisce (stoppata di Talts su Young) a un insperato 62-66 al 30′ con canestro fortunoso di Rush.

IL FINALE – Il botta e risposta Bulleri-De Nicolao accende l’ultimo quarto, ma Vitucci deve togliere presto Rush arrivato al quarto fallo. Venezia approfitta di un Green in debito di ossigeno per un nuovo allungo ma perde Rosselli per falli. Il play di Varese, dopo uno 0/2 ai liberi ne mette tre in fila (71-74) e quando finalmente Szewczyk sbaglia, Sakota è lesto a segnare il -1. Peccato per un rimbalzo in attacco concesso al polacco che evita il sorpasso e nelle azioni successive Sakota e Green regalano due palloni all’Umana. Varese però non si arrende e con un’altra tripla di De Nicolao (foto S. Raso) e un appoggio ravvicinato di Sakota arriva a pareggiare 78-78 a 2′ dal termine. Qui però una bomba del redivivo Clark spaia il punteggio che la Cimberio non riesce più ad acciuffare: il fallo sistematico da ambo le parti non cambia le cose, poi i biancorossi commettono due errori vitali. Prima (sotto di 1) tengono troppo palla per arrivare a una tripla forzata di De Nicolao, poi addirittura si incartano su una rimessa in attacco su cui muoiono le ultimissime speranze di vittoria. Passa Venezia (83-85), la capolista si ferma un giro: grande cuore, ma polmoni esauriti.

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Pubblicato il 13 Gennaio 2013
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