Assemblea Popolare lancia l’allarme: “Elcon si sta già espandendo”

Durante l'incontro concordato a seguito dell'occupazione del comune è stato confermato il nulla osta alla pubblicazione degli atti. Ma nel frattempo è stata confermata la notizia che Elcon ha già comprato dei terreni in città. Proprio accanto al Polo Chimico.

Alla fine, l’annunciato incontro chiarificatore tra Assemblea Popolare No Elcon e burocrazia di Castellanza c’è stato e ha dato i suoi frutti. «Ci siamo resi protagonisti dell’azione di sabato -spiegano dall’Assemblea Popolare No Elcon- perchè sapevamo di avere ragione» e questa mattina «è stato confermato dai fatti».
L’incotro che ha fatto sedere attorno ad un tavolo -tra gli altri- il Segretario Generale del Comune Antonino Corona, il responsabile delle relazioni pubbliche Alessandro Colombo, il capo della Polizia Locale e una delegazione dell’Assemblea Popolare ha infatti visto una "fumata bianca" con il nulla osta alla pubblicazione degli atti richiesti. Ma anche se di ostacoli non ce ne sono, le 24 pagine all’interno delle quali Regione Lombardia chiede alcuni chiarimenti ad Elcon non sono ancora nelle mani degli attivisti. «E’ solo una questione burocratica -spiegano i No Elcon- che riguarda l’attesa di un riscontro scritto da parte della Regione». Problemi non ce ne saranno dal momento che «c’è stata una telefonata con gli uffici della Regione» che hanno confermato l’inesistenza di vincoli di segretezza sui documenti richiesti.  «Proprio come dicevamo noi», chiosano dall’Assemblea. E così, mentre tra qualche ora quei documenti saranno nelle mani degli attivisti, per sapere quello che ha risposto la multinazionale israeliana al Pirellone bisognerà aspettare ancora del tempo. Infatti «scadeva domenica il limite dato ad Elcon per integrare con quanto richiesto» ma per accedere anche a quegli atti «dovremo rifare tutta la procedura burocratica».

Ma l’incontro di incontrare i vertici di Palazzo Carminati Brambilla era troppo ghiotto per lasciarsi scappare l’occasione di mettere sul tavolo anche gli altri problemi della zona come «l’inquinamento delle aree con mercurio» ma sopratutto il terreno che Elcon avrebbe comprato nelle vicinanze dell’area del polo chimico. Si tratta di «sette particelle dei volumi cimiteriali», e cioè parte del terreno che per legge deve dividere un cimitero da altre costruzioni, di  cui Elcon ha disponibilità «e questa notizia è stata confermata dall’Architetto Pisoni» durante l’incontro. Nel caso di Castellanza questo spazio di divisione, che per legge dovrebbe essere di 200 metri, è stato ridotto in tempi non sospetti a 50 ma il comitato si interroga sul «perchè Elcon avrebbe comprato quei terreni se lì non ci si può fare nulla?».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 21 Gennaio 2013
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