Be Like Mike

Una volta questa frase era associata a Jordan. Oggi, a Varese, vale per Green. Dopo il basket spopola il calcio, con le speranze Odu e Giorno e il solito arbitro Nasca protagonista negativo

(d. f.) Ferma la pallavolo femminile per l’All Star Game, c’è tanto calcio nel pagellone di oggi, complici il mercato e il doppio impegno del Varese nell’ultima settimana. Ma prima di tutto spazio a uno dei condottieri della Cimberio, Mike Green. Il giudizio sulla singola partita lo abbiamo scritto di consueto dopo il match di Avellino, quello sull’impatto che sta avendo il regista sulla stagione biancorossa invece lo lasciamo al Pagellone. Fino a trascinarlo in un paragone eccessivo (ma l’assonanza con il titolo calza a pennello…). Il calcio, dicevamo: a Busto coccolano un talentino in crescita, a Varese c’è un avvicendamento in fascia che può fare la fortuna della squadra di Castori. E poi c’è sempre l’arbitro Nasca, una sicurezza quando c’è da far discutere.

Pagellone numero 107 del 28 febbraio 2012

Mike Green 8,5 – I ragazzini di oggi, quelli che si precipitano a "dare il cinque" ogni volta che i giocatori della Cimberio escono dal campo, non si ricorderanno quella pubblicità che vedeva protagonista His Airness, Michael Jordan. Spot di una ventina d’anni fa realizzato per promuovere una bevanda per sportivi, in cui le prodezze del 23 dei Bulls erano alternate a immagini di atleti giovani e spensierati. Con la canzone in sottofondo che suggeriva "If I could Be Like Mike". Ecco, oggi a Varese – pur lasciando sull’altare Jordan e gli altri fenomeni del suo calibro – sono tanti i talenti in erba che vorrebbero essere come Mike… Green. Perché uno del genere può essere un esempio per tanti: quando la palla scotta, sa sempre cosa fare.

Francesco Giorno 7,5 – Settimana da incorniciare per il giovane attaccante di Lonate Pozzolo. Prima le buone prestazioni con la selezione di Lega Pro, poi l’occasione – colta al volo – di mettere a segno la prima rete in carriera tra i professionisti contro il malcapitato Milazzo (voto 2: in rosa sono ormai rimasti solo calciatori da dopolavoro; voto 10 ai due tifosi giunti a Busto dalla Sicilia per contestare la dirigenza…). Allo "Speroni" vanno già tutti pazzi per la stellina biancoblu cui è predetto un futuro brillante anche se Firicano lo cresce usando il vecchio metodo "bastone&carota". A proposito di "Speroni": voto 9 ai supporters della Pro Patria che hanno applaudito con sportività i ragazzi del Milazzo a fine partita: un segno di rispetto che vale più di molti "laboratori".

Nnamdi Oduamadi 7 – Nel grigiore visto contro il Lanciano, i pochi sussulti in casa Varese hanno spesso portato la firma del giovane nigeriano, assente giustificato per tutto il girone di andata (infortunio) e finalmente a disposizione di Castori. Corsa leggera, dribbling secco, fiondata insidiosa: se Green è l’uomo dell’ ultimo pallone nel basket, Odu può esserlo nel calcio. Non a caso, martedì con il Brescia ha risolto lui allo scadere e sabato ci è andato vicinissimo. Aspettiamo per un giudizio definitivo ma l’inizio è davvero incoraggiante.

Tarmo Kink 5 – Se l’esportazione dall’Estonia a Varese ha funzionato sottocanestro – nella Cimberio fa il suo dovere Talts (arriverà presto una troupe della tv nazionale per un servizio su Janar), in passato fu molto bravo Kangur adesso a Siena – lo stesso non si può dire per il calcio. Milanese in sede di mercato e Castori sul terreno verde hanno provato a dare più di un’opportunità all’ala venuta dal Baltico ma la sua resa è stata decisamente inferiore alle attese. L’esterno biondo è in procinto di lasciare il biancorosso: tornerà a quanto pare in Ungheria. Non sarà annoverato tra i bidoni (si è visto di molto peggio) ma neppure rimpianto.

Luigi Nasca 2 – A un anno di distanza l’arbitro pugliese torna a popolare le parti bassissime del Pagellone. Questa volta non ne fa le spese il Varese ma il Sassuolo che si è visto fischiare la fine della partita con il Crotone mentre il suo attaccante Masucci stava per scaraventare in rete la palla del 2-2 (cosa poi avvenuta un millesimo di secondo dopo il trillo). Una decisione rispetto alla quale il gol non visto di Muntari in Milan-Juve o il mani del genoano Granqvist di sabato sera impallidiscono. Se una cosa del genere (tra parentesi: Nasca ha fatto giocare il match in una risaia…) fosse accaduta in Serie A se ne parlerebbe per un anno. Fino al prossimo "capolavoro" del direttore di gara barese, che pare abbia sempre assi nella manica.

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Pubblicato il 28 Gennaio 2013
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