Casale-Pro Patria, la squadra di casa lascia il campo

Nel campionato giovanile Berretti: la squadra piemontese denuncia un insulto razzista ad un suo giocatore brasiliano, arrivano anche i carabinieri. La Pro si difende: "Neanche gli arbitri hanno sentito nulla"

Dopo il caso-Boateng e gli insulti razzisti dalle tribune, la Pro Patria incappa in un episodio che sta già facendo discutere ma su cui esistono versioni contrastanti: nel corso della partita del campionato Berretti a Casale Monferrato, la squadra di casa ha lasciato il campo denunciando un insulto razzista ai danni di un suo giocatore. L’episodio scatenante è avvenuto alla fine del primo tempo: così l’episodio è ricostruito dal cronista del giornale Il Monferrato:

I nerostellati sono sotto di due gol e cercano di recuperare, quando durante un contrasto di gioco, l’attaccante casalese di origine brasiliana Ribeiro, viene pesantemente ingiuriato da un avversario: "Alzati negro di m…." gli avrebbe detto. Insulto a cui il giocatore ha reagito, venendo anche espulso dall’arbitro che invece non avrebbe sentito nulla, sanzionando il giocatore lombardo con un semplice cartellino giallo

È a questo punto che la squadra di Casale – al pari di quanto fatto dal Milan due settimane fa, in amichevole – decide compattamente di abbandonare il campo, denunciando l’episodio razzista che l’arbitro, al contrario, non avrebbe potuto certificare. Anche una parte del pubblico di casa ha riferito di aver udito l’insulto. Sul posto sono persino arrivati i carabinieri di Casale, per raccogliere la denuncia da parte del giovane casalese coinvolto e di uno dei genitori . «Non concepisco – ha commentato a caldo l’allenatore del Casale, Francesco Latartara – che episodi come questo possano avvenire in una partita del settore giovanile», riporta ancora Il Monferrato. 

Ferma la posizione dei vertici della Pro Patria: «Da parte nostra non è successo nulla, non si è sentito nulla» dice il direttore sportivo Raffaele Ferrara (foto), che non era presente a Casale ma ha ricevuto anche una relazione scritta dai dirigenti Pro Patria presenti al match. «Nessuno ha sentito alcun insulto, neanche la terna arbitrale. C’è solo la testimonianza di questo ragazzo che ha parlato dell’insulto dopo essere stato espulso per fallo di reazione. Ora aspettiamo il referto arbitrale. Noi – dice riferendosi sempre alla società – continueremo a difendere il nostro tesserato perché siamo sicuri di quello che abbiamo sentito». Qui la nota ufficiale della società.
Il Casale ha invece presentato una riserva scritta per spiegare il comportamento dei propri giocatori e per chiedere che la partita venga giocata nuovamente. Sul sito della società piemontese è stata pubblicata una nota ufficiale in cui spiega che "l’A.S. Casale Calcio si riserva di appurare quanto accaduto e la veridicità degli avvenimenti al fine di adottare i provvedimenti necessari. Nel contempo la società stigmatizza l’accaduto e si rimette a quanto sarà deciso dalle autorità federali competenti".

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 19 Gennaio 2013
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