Start up moda: finanziate due imprese al femminile

A Busto Arsizio una ditta d’abbigliamento per portatori d’handicap e a Venegono Superiore una sartoria su misura sono le aziende ammesse ai contributi previsti dal bando regionale. In Lombardia, Varese seconda solo a Milano

Una sartoria su misura per donna, così da adeguare ai giorni nostri un’attività artigiana che sembrava andata persa, e la produzione di capi d’abbigliamento pensati in modo specifico per i portatori d’handicap. Sono i due progetti di nuove imprese del settore tessile-abbigliamento varesino che hanno ottenuto finanziamenti importanti nell’ambito del bando regionale “Start Up Moda”. Il nostro sistema economico si conferma così fucina d’innovazione: sui 17 progetti approvati in Lombardia, due sono quelli avanzati da realtà che operano nella nostra provincia. Eccetto Milano, nessun’altro territorio ha avuto più di una sola iniziativa ammessa a contributi a fondo perduto che nel complesso hanno superato quota 566 milioni di euro. La Camera di Commercio col suo sportello “Punto Nuova Impresa” ha garantito assistenza alle start-up nella presentazione delle domande per la partecipazione al bando regionale.

Di particolare interesse e molto diverse tra di loro sono le storie d’impresa della T.G.Z. di Busto Arsizio e della sartoria e riparazioni Silvana Romanelli di Venegono Superiore, ovvero le due aziende varesine operative dal 2012 e risultate vincitrici del bando regionale.
«Avendo alle spalle una significativa attività nel settore tessile-moda, lo scorso anno abbiamo deciso di dar vita a una nuova società partendo da un’esperienza personale che ha significato molto per la nostra famiglia» evidenzia subito Giovanna Colombo Gallazzi, titolare della T.G.Z. la cui sede è in viale Lombardia a Busto Arsizio: «Per migliorare la qualità della vita di un portatore d’handicap, abbiamo adeguato i capi d’abbigliamento alle sue esigenze seguendo le indicazioni che, man mano, ci pervenivano dagli ortopedici e dai fisioterapisti che si prendono cura di lui». Da qui l’idea di affiancare all’ormai tradizionale attività famigliare nella creazione di modelli e prototipi per l’industria della moda quella della produzione di capi d’abbigliamento pensati in modo specifico e creati per persone con handicap. Un progetto che è stato premiato nel bando “Start Up Moda” con uno stanziamento di 30mila euro a fondo perduto sotto forma di voucher da utilizzare per adeguare alle nuove esigenze la sede operativa di viale Lombardia e per promuovere quest’attività con iniziative di comunicazione. «Ci affideremo a dei professionisti capaci di creare al meglio per noi campagne pubblicitarie ed eventi così da valorizzare questa nostra nuova azienda» conclude Giovanna Colombo Gallazzi non senza aver prima sottolineato «…la collaborazione e l’efficacia dell’operato delle strutture pubbliche, dalla Camera di Commercio alla Regione, che ci hanno permesso di ottenere un risultato così importante per la vita d’impresa».

Spostandoci di pochi chilometri, troviamo in via Pasubio a Venegono Superiore la Sartoria e Riparazioni Silvana Romanelli: un’azienda creata lo scorso anno da Silvana Romanelli, che ha ricevuto 19.500 euro sempre a fondo perduto e sempre sotto forma di voucher «Avevo qualche dubbio, non lo nego. Mi scoraggiavano dicendomi: sarà difficile ottenere quei fondi pubblici. Invece, ho potuto fare tutto da sola davanti al mio computer e oggi ho ricevuto la bella notizia!». La sua storia è quella di un’imprenditrice che, dopo vent’anni d’attività nel campo della grafica pubblicitaria, ha voluto ritornare al primo amore, la sartoria: «È vero, è sempre stata la mia grande passione, sin dai vent’anni. Allora, dopo aver conseguito il diploma di modellista e sviluppo taglie, lavorai per un biennio in una sartoria milanese. Poi, le vicende della vita e gli impegni cui mi dedicai nel settore della grafica pubblicitaria mi allontanarono dal taglio e cucito». Di recente, però, Silvana Romanelli ho deciso di scommettere su se stessa: «Mi sono messa alla prova: ho sviluppato un progetto basato sul recupero di un’attività che sembrava persa. Volevo rivalutare questo tipo di lavoro artigianale, appunto la sartoria su misura per donna e la riparazione capi anche per uomo. Ho appena iniziato, devo ancora sviluppare sia il sito web che la campagna pubblicitaria. Eppure, ho già avuto grandi soddisfazioni. Con queste risorse economiche che mi garantisce il bando “Start Up” cercherò di assicurare alla mia sartoria quello sviluppo che serve per rimanere competitivi su un mercato oggi difficilissimo».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 23 Gennaio 2013
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