Viva Via Gaggio compie tre anni

A gennaio 2010 i primi video su Youtube per far conoscere l'area di bosco e brughiera a rischio per la terza pista. A distanza di tre anni, la zona è sempre più frequentata e la sfida di salvaguadare il verde è ancora aperta

Viva Via Gaggio compie tre anni: era il gennaio 2010, quando partì la mobilitazione per salvare il bosco e la brughiera del Gaggio dall’espansione dell’aeroporto di Malpensa. «Abbiamo cercato di sensibilizzare il territorio sul rischio di poter perdere quell’oasi che è Via Gaggio, cercando di mantenere una costante informazione sul tema e creando anche occasioni di festa e di incontro per rendere ancora più vivo questo luogo così importante dal punto di vista ambientale, storico e sociale», rimarca oggi il comitato.

All’inizio tutto era nato quasi come un gesto di pura testimonianza «per un parente che muore», come diceva Roberto Vielmi, lanciando la sua idea. Chiaccherate registrate in video su Youtube, racconti del recupero dell’area verde (che era zona militare), storie dal passato, dibattito sul futuro: il lonatese Vielmi era partito in solitudine, poi man mano intorno all’idea iniziale si è aggregato – passando per le prime manifestazioni pubbliche – un vero e proprio comitato, stretto intorno alla definizione in positivo "Viva via Gaggio", anzichè solo con un più banale slogan contro la terza pista e contro Malpensa. Anzi: «Viva Malpensa fino a via Molinelli, di lì in poi viva via Gaggio», diceva – con riferimento all’attuale confine dell’aeroporto –  Vielmi, che ha seguito il comitato fino a dicembre 2012 (e ora invece ha lanciato il progetto "Ideoporto di Benpensa"). Nel frattempo anche l’attività del comitato si è trasformata: spazio alle iniziative culturali (dalle ormai numerose camminate, alle presentazioni di libri, alle lezioni di filosofia dal portico della Dogana Vecchia), ma sempre più anche analisi tecnica dei documenti e anche un pizzico di polemica in più anche verso l’atteggiamento della politica locale lonatese. «Abbiamo fatto sentire la nostra voce su vari fronti e a diversi livelli, manifestando chiaramente la nostra ferma posizione sulla questione ampliamento di Malpensa. Questo però non è assolutamente il momento di autocompiacersi del “lavoro” fatto e vi garantiamo che non ne sentiamo certo il bisogno» scrive in questi giorni il comitato, che si sta attivando ancora una volta per un passaggio tecnico che però è sostanziale: la presentazione di nuove Osservazioni sulle integrazioni al Master Plan di Malpensa presentate da Sea (nella foto: la torre di controllo dell’aeroporto "guarda" la brughiera del Gaggio).

E così, ancora una volta, camminate in via Gaggioe nuovi incontri pubblici sul Master Plan, il documento di programmazione che prevede anche la terza pista e l’area logistica destinate a prendere il posto della via Gaggio. A distanza di tre anni, però, l’area di "via Gaggio" non è più solo la bella storia iperlocale di un bene comune recuperato dai cittadini lonatesi, ma è diventata un luogo amato anche da tante persone che vengono da fuori, anche da Milano, al punto che persino il FAI ha deciso d’iniziare ad investire per il turismo di prossimità in brughiera.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Gennaio 2013
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