“Il Comune non ha fatto i parcheggi e ora ci fa le multe”
Una petizione per chiedere al Comune di risolvere il problema della sosta nella zona centrale della città dove è stato collocato l'edificio scolastico
«Siamo senza posti auto e viviamo con la paura delle multe». All’Ipc Falcone una parte del personale e degli studenti è sul piede di guerra per la questione degli spazi destinati a parcheggio e degli spazi esterni. Intorno all’Istituto ruotano (su quasi l’intero arco della giornata, considerando anche i corsi serali) duemila persone: «Ma l’Istituto non ha neanche un posto auto, neppure uno, nemmeno un posto auto per portatori di handicap» dice Giuseppe Mantica, primo firmatario di una petizione che ha raccolto 150 firme tra il personale docente. «Primo firmatario di una petizione rimasta inascoltata», attacca Mantica, professore di diritto e avvocato in quel di Sesto Calende. «Dove sono gli spazi liberi doppi rispetto alla superficie della scuola, come previsto dalla legge?». Il professore-avvocato si riferisce ad un Decreto Ministeriale del 1975 e alla successiva Legge 23/1996, che fissano gli standard urbanistici da rispettare:
i firmatari della petizione chiedono di poter utilizzare anche il vicino parcheggio (oggi a pagamento) gestito dalla Amsc. Mantica mostra le planimetrie del Piano Particolareggiato del 2003 e del Progetto Definitivo, cita ancora la delibera con cui il consiglio comunale approvò lo schema di convenzione con la Provincia, che parlava di una "sede unica, comprensiva di […] annessi parcheggi". «Dove sono i parcheggi? Poi vengono a fare le multe, quando il Comune non ha lasciato aree esclusive». La contestazione più accesa è proprio qui, sulle contravvenzioni elevate anche nella zona di parcheggio rivendicate ad uso esclusivo (foto a destra).
Leggi la risposta del Comune nell’articolo "Nella scuola modello mancano i parcheggi"
Secondo il professor Mantica e altra parte del personale
della scuola, la questione è ad un livello ormai difficile da gestire e ripropone i dubbi sulla collocazione centralissima dell’edificio, senza dimenticare le pecche emerse fin dai primi giorni di apertura (perdite d’acqua in palestra, mancanza delle tende sui lati esposti al sole) e poi ciclicamente denunciate anche dagli studenti. «Non si fa una scuola ipertecnologica, quando non ci sono gli standard urbanistici previsti, quando il riscaldamento è inadeguato» attacca ancora Mantica. Ci portano nella cucina didattica (collegata al ristorante interno, che attrae molti clienti esterni): «Stamane [lunedì scorso, ndr] c’erano 11 gradi, si fa fatica a far salire la temperatura». Quanto alla questione parcheggi, si chiede al Comune di avere una dotazione adeguata: «L’amministrazione comunale dirà che questa scuola è sovrapopolata rispetto al numero di alunni per cui è progettata. Che diano allora alla scuola gli spazi di una scuola di 1200 alunni». Questa è considerata la richiesta minima fatta all’amministrazione.
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