“La Provincia sta lavorando per risolvere i problemi”
L'assessore provinciale all'Istruzione Bonfanti replica con i fatti alle critiche di inefficienza in merito alla costruzione di un'adeguata offerta formativa
Studenti in esubero. Non ci stanno e dovranno cambiare scuola. Succede a un’ottantina di quattordicenni aspiranti matricole dei licei Manzoni di Varese che, questo pomeriggio, sono convocati per cercare una soluzione alternativa ( ma succede anche all’Ipc Falcone di Gallarate e all’Itc Tosi di Busto).
Già lo scorso anno, il boom di gradimento dei percorsi formativi del Manzoni aveva scatenato una polemica quando si temeva di non riuscire ad accogliere tutti. Solo l’intervento garantista della Provincia e dell’Ufficio scolastico fece rientrare la questione. Lo scorso anno, però, si era sottovalutato il rischio dell’eccesso di richieste e, al momento della formazione delle classi, ci si rese conto che respingere qualcuno era ormai impossibile.
Quest’anno, in occasione degli open day scorsi e sul sito del Manzoni, sono state indicate a chiare lettere le condizioni di accettazione delle domande e la possibilità di dover respingere chi non avesse avuto determinati requisiti. Un avvertimento specifico che stride comunque con il diritto allo studio, la possibilità di scelta dei ragazzi, i loro sogni e le loro ambizioni.
« Sono solidale con studenti e genitori – chiarisce l’assessore provinciale all’Istruzione Alessandro Bonfanti – Detto questo, però, non si può accusare la Provincia di non aver fatto nulla. Siamo impegnati da anni nel miglioramento dell’offerta formativa. Molte criticità sono state risolte, pensiamo alla sede del Falcone, ai problemi dell’Einaudi. Sappiamo che molte ne rimangono ancora da risolvere e una di queste è la crescita continua e costante del liceo Manzoni. Ma occorrono tempo e fondi: sta per partire il progetto che coinvolgerà l’Itpa Casula che verrà radunato in un unico edificio. Libererà spazi che potranno essere destinati anche al Manzoni. Per il momento, però, quelle aule non ci sono. In compenso esiste una normativa sulla sicurezza che non concede possibilità di deroghe. Le condizioni di accettazione della domanda di iscrizione erano ben evidenti e nessuno ha mai nascosto il fatto che si sarebbe potuta verificare l’eventualità del riorientamento. Questi ragazzi hanno diritto di seguire il corso che vogliono ma non potranno farlo al Manzoni. Il preside Ballarini saprà sicuramente aiutarli a trovare la soluzione migliore. Capisco lo sfogo, capisco la delusione ma non è vero che la Provincia non ha fatto nulla per migliorare l’offerta formativa del territorio. È certo, invece, che bisogna lavorare ancora molto sull’orientamento di questi studenti: i percorsi liceali che offre il Manzoni sono in crescita esponenziale». TAG ARTICOLO
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