Presentato il Pgt: “Al massimo 47mila abitanti”

Consiglio comunale aperto con circa 80 partecipanti con illustrazione dell’assessore Campilongo. I giovani del Telos: “Non è questa la partecipazione e la condivisione”

Più di ottanta i saronnesi che erano presenti giovedì sera al consiglio comunale aperto di giovedì sera, con la presentazione del documento di programmazione territoriale. Molti i rappresentanti delle associazioni, tra cui Attac Saronno e i rappresentanti del centro culturale islamico, e molti altri. Alcuni giovani del Telos (rimasti fuori dall’aula per protesta) hanno diffuso un volantino per spiegare la propria posizione.  

Al centro della presentazione della serata l’assessore Giuseppe Campilongo che ha illustrato gli obiettivi del piano di governo del territorio: «Abbiamo cercato di ridurre al minimo il consumo e i dati parlano chiaro – ha spiegato l’assessore -: se i dati del precedente piano regolatore prevedevano per la città una crescita fino a 60mila abitanti. Con le nostre scelte, arriveremo al massimo nella peggiore delle ipotesi, che comunque difficilmente si realizzerà, a 47mila residenti. C’è da considerare che in realtà negli ultimi anni siamo cresciuti  di solo 2mila abitanti». Da considerare che attualmente il comune di Saronno conta poco meno di 40mila abitanti.

 

I giovani del Telos, che durante il precedente consiglio comunale avevano protestato per la scarsa partecipazione, hanno distribuito un volantino: «Dopo quasi tre mesi dal contestatissimo Consiglio Comunale per l’adozione del PGT l’amministrazione comunale prosegue sorda ed imperterrita sulla propria strada. Tre mesi fa contestammo, insieme ad altre persone, l’operato della giunta comunale, il loro progetto, il loro metodo. Ci sembrava opportuno richiamare l’attenzione sul pericolo che l’attuazione di questo PGT comporterebbe per la già martoriata e cementificata Saronno: una colata di cemento e di  grigio per chi vive la città, una montagna di denaro per speculatori e padroni, qualche misera compensazione di cui i politici di turno possano poi vantarsi di fronte all’elettorato. Questa sera ci sembra invece opportuno tracciare una linea di separazione netta tra ciò che è per noi il miglior modo di vivere una città e quella che è la strada tracciata da chi pretende di governarci. Per questo motivo non abbiamo intenzione di prendere parte alla farsa della falsa partecipazione: incontri “partecipativi”  e consigli comunali aperti non sono in alcun modo sinonimo di autogestione e reale condivisione».

 

Sulla questione partecipazione l’assessore Campilongo ha voluto sottolineare che «Gli incontri ci sono stati, con tutti i portatori d’interesse, dai politici alle scuole, certo si poteva fare di più ma abbiamo fatto quello che si poteva con il tempo a disposizione». 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Marzo 2013
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