Bruciati dopo l’esplosione, assolto il padrone di casa
I pizzaioli dormivano in una cucina che era stata trasformata in una camera da letto, ma il proprietario non ne sapeva nulla
Il tribunale di Varese in composizione monocratica (giudice Anna Giorgetti) ha assolto da tutte le accuse (lesioni gravissime e incendio colposo) Riccardo Giovati, il proprietario dello stabile dove il 2 maggio del 2007 vi fu una terribile esplosione, che ferì gravemente due lavoratori di una pizzeria, che abitavano al piano superiore. Il locale era di proprietà dell’imputato. L’accusa aveva sostenuto che i due uomini, gravemente ustionanti, erano stati feriti della deflagrazione perché nel cambio di destinazione di un locale, da cucina a camera da letto, il proprietario aveva omesso di sigillare il tubo del gas. E che questa imperizia sarebbe stata la causa dell’incendio. Da quella tubatura non sigillata infatti sarebbe uscito il gas che saturò i locali, e che determinò una scintilla in una piccola caldaia. Tuttavia l’avvocato Alberto Zanzi ha sostenuto che Giovati aveva concesso quel locale in comodato ai due lavoratori. Le vittime avevano trasformato la cucina in camera da letto a sua insaputa. Ma in ogni caso, la difesa contestava che la causa dell’esplosione fosse la tubatura del gas mal sigillata, sulla scorta di una perizia ordinata dal gup, un cui un esperto non chiarì fino in fondo il punto. Le persone offese sono state comunque risarcite. Giovati ha invece incassato l’assoluzione con formula piena.
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