Pazienti ad alto rischio, togliete i ticket per la prevenzione oncologica
Presentata in Regione una mozione per abolire il ticket su esami di prevenzione per pazienti ad alto rischio. Prima firmataria Francesca Brianza
Parte da Varese e arriva sui banchi di Regione Lombardia un progetto di alto spessore che si propone la prevenzione al tumore ereditario al seno e all’ovaio e per il quale si punta all’estensione a tutto il territorio lombardo, nonché all’abolizione del ticket sanitario.
A presentare la mozione – depositata oggi, martedì 9 Luglio – e risultare come prima firmataria è stata la consigliera varesina Francesca Brianza (Lega Nord) dopo avere appreso che il Dipartimento oncologico della provincia di Varese, diretto dalla dottoressa Graziella Pinotti, in collaborazione con l’ASL e con tutte le associazioni di Volontariato oncologico sta portando avanti un nuovo progetto per la prevenzione e lo studio dei tumori ereditari chiamato Rete Alti Rischi (R.A.L), promossa dal Centro di senologia dell’Ospedale Circolo di Varese, con il sostegno della Provincia e dell’associazione di pazienti Caos (Centro Ascolto Operate al Seno) coordinato da Adele Patrini.
Tutto parte da una constatazione scientifica, ovvero, che il tumore al seno colpisce una donna su otto nell’arco della vita ed è la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile.
Il 5 per cento di questi tumori è ereditario, dovuto cioè ad alterazioni di geni (BRCA ed altri, noti e non) che si sviluppa in famiglie ad alto rischio, ad esempio con almeno due casi di cancro mammario precoce (prima dei 40 anni), magari bilaterale o con un caso di cancro ovarico, sempre in parenti molto prossimi tra loro.
In questo caso, per una donna che risultasse portatrice di mutazione, il rischio di sviluppare il tumore al seno nell’arco della vita può arrivare anche all’80 per cento. Mentre esiste un rischio del 20-40% per il cancro dell’ovaio.
Si tratta di tumori particolarmente aggressivi, che colpiscono in età più precoce di quelli normali, ma la cui percentuale di guarigione supera il 95% se la diagnosi è precoce e la cura avviene in Centri di senologia dedicati.
E proprio per questo la prevenzione diffusa e sopratutto senza costi diventa fondamentale per salvare vite umane: «La provincia di Varese è tra le zone d’ Italia con la più alta incidenza di carcinomi mammari – spiega la consigliera Francesca Brianza -. Circa 800 donne si ammalano ogni anno sul nostro territorio e circa 6 casi su 100 sono ereditari, dovuti cioè a una predisposizione genetica. Ma la ricerca ha fatto passi avanti nell’ambito della prevenzione primaria a tal punto che, attraverso un prelievo di sangue, è possibile attestare se una donna è portatrice di un gene modificato che la candida ad avere più dell’85% di probabilità di sviluppare il tumore della
mammella e dell’ovaio ereditario».
Insomma, i test genetici sono in grado di identificare le pazienti ad alto rischio e vincere la malattia "giocando d’anticipo". E il progetto Ral prevede proprio per la donna a rischio e alla sua famiglia uno screening personalizzato con interventi mirati quali diagnosi genetica, mammografia, risonanza
magnetica, chirurgia esplorativa e profilattica.
«Regione Lombardia deve partecipare da protagonista a questo progetto – conclude Francesca Brianza -. Nonostante le portatrici di mutazioni del gene abbiano un elevato rischio sono costrette a pagare ogni anno, per i controlli, cifre che possono superare i 500 euro. Per questo motivo la mozione che sarà discussa dopo la pausa estiva vuole impegnare la Giunta a valutare l’estensione
del progetto RAL in tutto il territorio Lombardo, nonché l’abolizione del ticket sanitario per gli esami riguardanti la prevenzione per il target di donne individuate tramite lo screening genetico. Finanziariamente credo sia sostenibile, in quanto la percentuale fortunatamente non eccessiva non
comporterebbe un esborso proibitivo".
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