Troppe fughe in Canton Ticino, Lombardia tra le regioni a “burocrazia zero”

Primi firmatari della mozione, la consigliera della Francesca Brianza (Lega Nord) e Francesco Dotti (Fratelli d’Italia)

Fare inserire anche la Lombardia tra le regioni "a burocrazia zero", in modo da favorire nuove iniziative imprenditoriali lungo la fascia di confine ed evitare la "fuga" delle imprese lombarde attirate dalle "sirene" del Canton Ticino sia per le minori tasse ma anche per le procedure assai più snelle per aprire nuove attività. Questi i contenuti principali di una mozione che vede tra i primi firmatari la consigliera varesina della Lega Nord, Francesca Brianza e Francesco Dotti (Fratelli d’Italia), rispettivamente presidente e vicepresidente della
"Commissione speciale per i rapporti con il Canton Ticino".
Obiettivo, garantire tempi brevi e velocita’ nelle pratiche burocratiche, tenendo presente che non si tratta di abolirle, ma di accelerarle, garantendo così “entro 30 giorni dall’avvio dei procedimenti amministrativo i provvedimenti conclusivi”. La legge prevede anche la concessione di tributi diretti alle nuove iniziative produttive avviate nelle zone a burocrazia zero.
Tutto prende le mosse dall’articolo 43 del Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78, recante Misure urgenti in tema di stabilizzazione finanziaria e di competitività (convertito in Legge 30 luglio 2010, n. 122), che titola “Zone a burocrazia zero”. L’articolo non include la Lombardia e, in particolare, le cosiddette “zone franche urbane” della Lombardia, ovvero Como, Varese, Sondrio, che confinano
con la Confederazione Elvetica, interlocutore privilegiato per via di frontalieri, ristorni ai Comuni ed export.
L’argomento è stato trattato recentemente dalla Commissione con i presidenti delle Camere di Commercio di Varese, Como e Sondrio: «Questa possibilità è stata accolta molto positivamente dagli Enti camerali – spiega la consigliera Francesca Brianza -. Si tratta di un primo provvedimento di una serie di opportunià che stiamo studiando per cercare di dare più competitività alle Pmi di confine. La realizzazione di “zone a burocrazia zero” è una priorità.Chiederemo ai ministeri dell’Economia e dell’Interno un intervento diretto».
In pratica un taglio alla burocrazia, da tempo argomento invocato dagli imprenditori, potrebbe facilitare la vita alle imprese già esistenti e favorire nuove iniziative produttive per ridare fiato all’economia del territorio.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Luglio 2013
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